Il killer romeno delle escort tenta la fuga: lenzuola e manici di scopa per evadere

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Vasile Frumuzache bloccato in extremis da un agente di ronda. Il 32enne, reo confesso di due omicidi, ha usato una scala artigianale. Sindacati di Polizia Penitenziaria all’attacco: «Carcere come una groviera».

Un piano di fuga d’altri tempi, quasi cinematografico nella sua rudimentalità, ma terribilmente concreto. Vasile Frumuzache aveva pianificato tutto nei minimi dettagli all’interno della sua cella nel penitenziario fiorentino. Utilizzando lenzuola intrecciate e manici di scopa, l’ex guardia giurata rumena era riuscita a costruire una scala artigianale per scavalcare le recinzioni e riguadagnare la libertà.


Il blitz sventato: “Poteva essere un disastro”

Il tentativo è avvenuto poche ore prima che l’uomo comparisse in aula per rispondere delle atroci uccisioni delle due donne, avvenute tra l’agosto 2024 e il maggio 2025 tra Montecatini Terme e Prato.

  • L’eroe di ronda: Solo la prontezza di un agente di polizia penitenziaria impegnato nel giro di perlustrazione ha evitato il peggio. L’agente ha notato i movimenti sospetti e ha dato l’allarme, bloccando Frumuzache prima che potesse far perdere le sue tracce.
  • La pericolosità: Frumuzache è un soggetto considerato ad altissima pericolosità sociale, non solo per la natura dei crimini commessi (uccise le vittime colpendole alla gola o al petto), ma anche per le conoscenze tecniche maturate durante il suo passato nelle forze di sicurezza private.

La polemica: «Sollicciano è una groviera»

Nonostante l’elogio per il personale, i sindacati di categoria hanno alzato la voce contro le condizioni della struttura fiorentina.

Canio Colangelo (Osapp): «Pieno apprezzamento per l’agente, ma forti perplessità sulla sicurezza. Sollicciano si è dimostrato ancora una volta una groviera. Come può un detenuto del genere, che dovrebbe essere super sorvegliato, agire indisturbato?»

Sulla stessa linea Francesco Oliviero e Donato Capece (Sappe), che pur esprimendo gratitudine agli agenti, denunciano «gravi carenze strutturali» e chiedono investimenti urgenti in assunzioni e risorse: «Senza la professionalità del personale, oggi racconteremmo una tragedia per lo Stato».


Il passato oscuro del killer

Vasile Frumuzache era stato arrestato dopo una complessa indagine che aveva collegato due omicidi rimasti inizialmente senza colpevole.

  1. Agosto 2024: L’omicidio di Ana Maria Andrei a Montecatini Terme.
  2. Maggio 2025: L’uccisione di Maria Denisa Paun a Prato. L’uomo aveva confessato di aver ucciso per motivi legati a presunti ricatti, ma il quadro delineato dalla Procura parla di un’escalation di violenza lucida e spietata. Ora, oltre alle accuse di omicidio, il 32enne dovrà rispondere anche del reato di tentata evasione.

Il processo, iniziato sotto una scorta rafforzata, dovrà ora stabilire l’ergastolo per un uomo che ha cercato fino all’ultimo di sfuggire alle proprie responsabilità.