di Umberto Zollo
Mattinata di visite e dichiarazioni a Ospedale Le Molinette, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata per incontrare due agenti feriti negli scontri avvenuti a Torino durante il corteo legato allo sgombero dello stabile Askatasuna. La premier ha spiegato di aver portato “a nome dell’Italia” la solidarietà ai due poliziotti ricoverati, Alessandro (29 anni) e Lorenzo (28), colpiti, secondo quanto riportato, da martelli, molotov, bombe carta e altri oggetti, oltre all’uso di dispositivi per ostacolare le comunicazioni delle forze dell’ordine.
Nel racconto condiviso sui social, Meloni ha definito gli aggressori criminali organizzati e ha chiesto che gli episodi vengano valutati “per quello che sono”, parlando di tentato omicidio e invocando una risposta giudiziaria senza esitazioni. In questo contesto ha riportato anche la frase attribuita a un agente: “Erano lì per farci fuori”.
La giornata di sabato era iniziata con una manifestazione che, secondo diverse ricostruzioni, è poi degenerata in guerriglia urbana: lanci di bombe carta, incendi, danneggiamenti e un assalto culminato anche con un mezzo delle forze dell’ordine dato alle fiamme. Il bilancio, ancora in aggiornamento nelle ore successive, indica numerosi feriti tra le forze dell’ordine; si parla di 29 appartenenti alle divise medicati o trasportati in ospedale.
Nel secondo intervento pubblicato in serata, la presidente del Consiglio ha ribadito che lo sgombero di un immobile occupato illegalmente sarebbe stato usato come “pretesto” per scatenare violenze e ha espresso solidarietà anche a giornalisti aggrediti durante il lavoro, oltre che ai cittadini coinvolti nei danneggiamenti.
