Visite di controllo, caos esenzioni: «Calabresi costretti a pagare per colpa di Azienda Zero»

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La denuncia della Fmt: vietato ai medici di famiglia prescrivere i controlli, ma gli specialisti non prendono in carico i pazienti. Esposito: «Così si tassa la salute».

Quello che doveva essere un processo di semplificazione e “presa in carico” si è trasformato in quella che il segretario nazionale della Federazione Medici Territoriali (Fmt), Francesco Esposito, non esita a definire una «tangentina» a danno dei calabresi. Secondo la denuncia sindacale, una disposizione di Azienda Zero avrebbe vietato ai medici di medicina generale di prescrivere le visite di controllo per i pazienti cronici o post-operatori, delegando tale compito esclusivamente allo specialista che ha effettuato la prima visita.


Il meccanismo del “disservizio”

Il principio teorico sarebbe corretto: lo specialista che visita il paziente dovrebbe inserirlo direttamente nel percorso di follow-up (la cosiddetta “presa in carico”). Tuttavia, tra la teoria e la pratica si è aperto un baratro:

  1. Il Blocco dei Medici di Base: I medici di famiglia non possono più emettere l’impegnativa per i controlli, pena sanzioni o contestazioni burocratiche.
  2. La Mancata Presa in Carico: «Nella stragrande maggioranza dei casi — spiega Esposito — lo specialista ospedaliero non effettua la prenotazione interna né rilascia la ricetta per il controllo».
  3. L’Effetto “Privato Forzato”: Il paziente, impossibilitato a ottenere la ricetta dal proprio medico e non assistito dallo specialista, si ritrova costretto a pagare la visita privatamente (anche se avrebbe diritto all’esenzione) o a pagare nuovamente il ticket per una “prima visita” pur di rientrare nel sistema.

La denuncia della Fmt: «Una tassa occulta»

Il segretario Francesco Esposito è durissimo nei confronti dei vertici di Azienda Zero. Secondo il sindacato, questa situazione non è solo un disservizio tecnico, ma un vero e proprio danno economico:

  • Pazienti con esenzione: Persone con patologie gravi o redditi bassi che, pur avendo diritto alla gratuità, finiscono per pagare per non interrompere le cure.
  • Inerzia burocratica: «Si impone un divieto senza aver prima garantito che gli specialisti abbiano gli strumenti e il tempo per la presa in carico», denuncia la Fmt.

Il grido d’aiuto del territorio

Il rischio concreto è che molti cittadini, scoraggiati dalle lungaggini e dall’impossibilità di ottenere la prescrizione corretta, decidano di abbandonare le cure o di rivolgersi direttamente al privato, alimentando una spesa sanitaria “out of pocket” che in Calabria è già tra le più alte d’Italia.

«Non si può fare cassa sulla pelle dei cronici — conclude Esposito — questa circolare va ritirata o corretta immediatamente per evitare che il diritto alla salute diventi un privilegio per chi può permetterselo».


Cosa accadrà ora?

La palla passa ora al commissario alla Sanità e ai vertici di Azienda Zero. La Fmt ha chiesto un incontro urgente per sbloccare la situazione e restituire ai medici di base la possibilità di assistere i propri pazienti senza vincoli burocratici che danneggiano l’utenza.