Roma, sfida al divieto: confermato il presidio pro-Pal. «Nessun passo indietro»

Condividi

Gli attivisti annunciano sui social il raduno alle ore 17:00 contro il ddl Delrio. Sicurezza ai massimi livelli nel Giorno della Memoria: «Il “mai più” vale anche per Gaza».

Nonostante il “no” ufficiale delle autorità, il movimento pro-Palestina non arretra. Attraverso i principali profili social, gli organizzatori hanno ribadito che la mobilitazione prevista per oggi pomeriggio procederà come da programma. Il luogo dell’appuntamento resta il medesimo: la sede del PD, individuata come bersaglio della protesta per il sostegno al disegno di legge Delrio sull’antisemitismo, considerato dagli attivisti uno strumento per criminalizzare il dissenso politico e la solidarietà verso il popolo palestinese.


La nota degli attivisti: «La nostra memoria è buona»

Il messaggio diffuso in rete è netto e non lascia spazio a mediazioni. Gli organizzatori hanno legato la protesta alla ricorrenza del 27 gennaio, caricandola di un forte significato simbolico:

  • Contro il Ddl Delrio: «L’unica cosa che deve indietreggiare sono i ddl che vogliono criminalizzare la solidarietà», scrivono nel post, contestando duramente la nuova normativa in discussione.
  • Il valore della Memoria: «La nostra memoria è buona e quando si dice: “mai più” intendiamo basta genocidio del popolo palestinese, basta complicità con lo stato sionista».

[Image: Police cordons in central Rome near institutional buildings, with protesters holding Palestinian flags]

Allerta massima per l’ordine pubblico

La decisione di confermare il presidio nonostante il divieto pone la Questura di Roma in una posizione di estrema allerta.

  1. Rischio Scontri: La zona attorno alla sede del PD sarà blindata. Il timore è che il raduno statico possa trasformarsi in un corteo non autorizzato, portando a contatti tra manifestanti e forze dell’ordine.
  2. La data sensibile: Lo svolgimento della protesta in concomitanza con le celebrazioni ufficiali del Giorno della Memoria è stato uno dei motivi principali del divieto, nel timore di incidenti o di un clima di intolleranza.

Il braccio di ferro politico

Il presidio di oggi è solo l’ultimo atto di una frizione costante tra i movimenti di base e le istituzioni. Al centro della polemica c’è l’interpretazione del ddl Delrio: se per i promotori è un atto necessario per arginare l’odio antisemita, per i manifestanti rappresenta una “legge bavaglio” volta a colpire chi critica le politiche del governo israeliano.

Ore 17:00: È questo l’orario fissato per l’inizio del presidio. La città si prepara a un pomeriggio di alta tensione, con il centro storico che vivrà ore di presidio forzato.


Cosa rischiano i manifestanti?

Partecipare a una manifestazione vietata comporta conseguenze legali immediate: i promotori rischiano la denuncia per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, mentre i partecipanti potrebbero essere identificati e sanzionati. Resta da vedere se prevarrà la linea della fermezza o quella del dialogo per evitare degenerazioni violente.