La battaglia per il diritto al mare parte da Spotorno, dove il sindaco Mattia Fiorini ha deciso di sfidare lo status quo balneare. Con appena il 3,5% di arenile libero, la cittadina del Ponente detiene il primato negativo della regione, una statistica che sale solo al 10% includendo le spiagge “libere attrezzate”. Lo dice l’Osservatorio di Legambiente: numeri lontanissimi dal 40% minimo imposto dalla legge regionale ligure, un limite che oggi ben 21 comuni costieri continuano a ignorare sistematicamente. L’iniziativa di Fiorini ha incassato il pieno sostegno di Legambiente Liguria e del coordinamento Mare Libero, che vedono in Spotorno il possibile “chilometro zero” di una rivoluzione necessaria. Le associazioni denunciano da anni una privatizzazione selvaggia che ha trasformato il litorale in una distesa ininterrotta di recinzioni e ombrelloni a pagamento, rendendo l’accesso gratuito alla battigia un miraggio per residenti e turisti meno abbienti. La tensione è palpabile in vista dell’assemblea pubblica di mercoledì, un incontro che si preannuncia infuocato. Se da un lato i concessionari temono per la stabilità delle proprie imprese in un momento già reso incerto dalle direttive europee, dall’altro cresce la spinta civile per una gestione democratica del demanio. Non si tratta solo di numeri, ma di una visione di turismo sostenibile che non escluda nessuno. Il caso Spotorno non è dunque un caso isolato, ma un monito per tutta la regione: il tempo delle deroghe infinite sembra scaduto. Se il Comune riuscirà a imporre un nuovo Piano del Demanio, il precedente potrebbe costringere gli altri 20 sindaci “fuorilegge” a una rapida marcia indietro.
Spotorno, il piano di Fiorini trova l’appoggio di Legambiente
