di Umberto Zollo
La Questura di Torino ha notificato il decreto di fissazione degli interrogatori preventivi disposto dal GIP nei confronti di 18 militanti antagonisti, per i quali la Procura ha depositato una richiesta di misura cautelare (arresti domiciliari). Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale.
Il provvedimento si inserisce in un filone che ricostruisce una sequenza di episodi avvenuti tra settembre e novembre 2025, legati a mobilitazioni in città e in provincia, con momenti di tensione e interventi delle forze dell’ordine. Il procedimento, precisano gli inquirenti, è nella fase delle indagini preliminari.
Tra gli eventi indicati negli atti c’è la manifestazione di martedì 24 settembre 2025 in sostegno alla Global Sumud Flotilla. Secondo la ricostruzione, dopo il ritrovo in piazza Castello e il corteo per le vie del centro, una parte dei partecipanti ha raggiunto la stazione di Porta Susa: circa 700 manifestanti avrebbero forzato un accesso e occupato i binari per circa un’ora e venti minuti, provocando il blocco della circolazione ferroviaria.
Un secondo episodio è collocato a mercoledì 2 ottobre 2025, quando circa 30 attivisti avrebbero raggiunto in bicicletta l’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle, tagliando la recinzione perimetrale e accedendo al sedime aeroportuale: l’azione avrebbe comportato la sospensione dei voli per circa 30 minuti.
La stessa giornata richiama anche il corteo serale concluso nell’area delle OGR, dove il giorno successivo era previsto l’evento Italian Tech Week con ospiti annunciati come Jeff Bezos e Ursula von der Leyen. La ricostruzione parla di accessi forzati ai cancelli e di danneggiamenti a arredi, monitor, vetrate e a quattro autovetture; durante l’intervento delle forze dell’ordine, due operatori sarebbero rimasti feriti con prognosi di 10 giorni, in seguito al lancio di un oggetto dall’alto.
Per giovedì 3 ottobre 2025 viene descritto un nuovo corteo con tentativi reiterati di accesso alle OGR e lanci di oggetti. La dinamica, sempre secondo gli atti, prosegue in corso Francia 426, all’esterno della sede Leonardo, con un fitto lancio di bottiglie e pietre: sei operatori del Reparto Mobile avrebbero riportato lesioni con prognosi fino a 30 giorni, mentre sarebbero state danneggiate autovetture nel parcheggio aziendale.
Tra gli episodi contestati figura anche l’irruzione del 14 novembre 2025 nella Città Metropolitana di Torino, a margine della manifestazione legata al “No Meloni Day”. La ricostruzione parla di un tentativo di accesso attraverso una porta carraia e di aggressioni con calci, aste di bandiera e lanci di oggetti: nove operatori sarebbero rimasti feriti con prognosi di 7 giorni; viene inoltre ricordato l’arresto in flagranza differita di uno dei manifestanti.
L’ultimo fatto indicato è l’irruzione del 28 novembre 2025 nella sede del quotidiano “La Stampa”, a margine del corteo per lo sciopero generale: circa 80 manifestanti, dopo aver scavalcato i cancelli esterni, avrebbero fatto ingresso nello stabile danneggiando alcune porte, una telecamera di videosorveglianza e lasciando scritte sui muri.
Gli interrogatori preventivi servono a consentire agli indagati di fornire la propria versione prima della decisione del giudice sulla richiesta di misura cautelare. La vicenda, intanto, riaccende l’attenzione sul tema dell’ordine pubblico nei grandi cortei e sul confine tra protesta e azioni contestate come violente o distruttive, in un contesto cittadino già segnato da mobilitazioni ad alta partecipazione.
Si fa presente che tutti i soggetti coinvolti sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.
