Da Reggio a Crotone, la regione è ostaggio della tempesta. Fiumi monitorati e borghi isolati. Sulle montagne la pioggia cede il passo a una neve spettrale.
La Calabria sta vivendo il momento culminante di una burrasca che non concede tregua. Il Ciclone Harry sta scaricando al suolo in appena due giorni la quantità di pioggia che normalmente cade in un intero trimestre. Il rumore del vento è incessante, interrotto solo dal fragore dello Ionio che sta letteralmente “inghiottendo” le coste orientali.
Lo Ionio ruggisce: danni nel Reggino e nel Crotonese
L’area ionica è il fronte più caldo dell’emergenza. A Reggio Calabria e lungo tutta la Locride, il mare si è sollevato in onde alte diversi metri, spingendo la salsedine e i detriti fin dentro i centri abitati.
- Venti di burrasca: Raffiche furiose stanno abbattendo alberi e segnaletica stradale, rendendo eroico ogni tentativo di spostamento.
- Piena dei fiumi: Nel Crotonese, la pioggia torrenziale sta mettendo a dura prova gli argini. A Cutro, il timore per le esondazioni ha già portato all’evacuazione preventiva di decine di famiglie, mentre il fango inizia a scivolare dalle colline sature d’acqua.
Il volto bianco del Ciclone: neve su Sila e Pollino
Spostando lo sguardo verso l’alto, lo scenario cambia ma la violenza resta identica. Harry ha portato con sé un calo termico che ha trasformato la pioggia in neve pesante.
- Sila e Pollino: I grandi massicci calabresi sono avvolti da una nebbia gelida e da nevicate abbondanti che raggiungono quote collinari.
- Isolamento: Alcuni borghi montani restano protetti dal silenzio ovattato della neve, ma le strade sono percorribili solo con mezzi speciali e catene, con il rischio di caduta alberi per il peso del ghiaccio.
Un territorio sotto massima vigilanza
La Protezione Civile ha schierato ogni uomo e mezzo disponibile. Il rischio idrogeologico è ai massimi livelli: il terreno, inzuppato dalla pioggia “monsonica” di Harry, rischia di cedere in qualsiasi momento sotto forma di frane o smottamenti.
Le raccomandazioni: «Restate in casa e salite ai piani alti se abitate vicino a corsi d’acqua. La furia del Ciclone Harry non ha ancora esaurito la sua carica distruttiva».
