Ergastolo per il femminicidio: l’Italia introduce il nuovo articolo 577-bis

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Approvato all’unanimità dal Parlamento, il provvedimento definisce il femminicidio come atto di odio, controllo o possesso. La ministra Roccella: «Siamo un modello per le altre Nazioni».

Con una convergenza politica raramente vista prima, il provvedimento a firma dei ministri Roccella, Nordio e Casellati è diventato legge. Dopo il via libera bipartisan del Senato lo scorso luglio, l’approvazione definitiva alla Camera è giunta simbolicamente il 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

L’obiettivo è chiaro: colpire non solo l’atto estremo, ma la radice culturale e il movente che sottendono all’omicidio di una donna.


Cosa stabilisce l’articolo 577-bis

Il cuore della riforma risiede nell’introduzione dell’articolo 577-bis del Codice penale, che individua criteri precisi per definire il reato di femminicidio, sanzionandolo con la pena massima prevista dall’ordinamento: l’ergastolo.

Secondo la nuova norma, si configura il reato quando la morte di una donna è causata da:

  • Odio o discriminazione: Atti motivati da un pregiudizio di genere.
  • Prevaricazione, controllo o dominio: Casi in cui il delitto scaturisce da un senso di possesso sulla vittima.
  • Rifiuto della vittima: Omicidi legati alla volontà della donna di non instaurare o non mantenere una relazione affettiva.
  • Limitazione delle libertà: Atti volti a impedire l’autodeterminazione individuale della donna.

Un modello per la comunità internazionale

La ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha espresso grande soddisfazione per l’entrata in vigore della legge, sottolineando come la specificità della violenza di genere sia finalmente codificata.

«L’Italia si conferma un modello per le altre Nazioni, come riconosciuto anche dalla relatrice Onu contro la violenza sulle donne. Non è solo una questione di pene, ma di nuovi strumenti di tutela che questa legge introduce per prevenire le tragedie».

Le prime applicazioni: il caso Torzullo

La nuova legge sta già trovando applicazione nelle aule di tribunale. Tra i primi casi balzati agli onori della cronaca figura quello di Federica Torzullo, il cui marito è attualmente indagato proprio sotto la vigenza del nuovo articolo 577-bis. Questo segna l’inizio di una nuova era giurisprudenziale in cui il movente di “possesso e controllo” non sarà più solo un’aggravante, ma l’elemento costitutivo di un reato specifico.


Oltre la sanzione: la prevenzione

Oltre all’ergastolo, la riforma introduce ulteriori strumenti di tutela volti a rafforzare la protezione delle donne già dalle prime avvisaglie di pericolo, cercando di spezzare il ciclo della violenza prima che questa giunga all’esito fatale.