L’Eliseo frena sull’iniziativa USA: «Va ben oltre Gaza e mette a rischio il ruolo delle Nazioni Unite». Macron difende l’assetto della diplomazia globale contro il nuovo organismo proposto dal tycoon.
Non è solo una questione di dettagli tecnici, ma di principi fondamentali. Fonti vicine al presidente francese Emmanuel Macron hanno confermato all’agenzia France Presse che, al momento, la Francia non è favorevole all’adesione al “Consiglio di Pace” ideato da Donald Trump. La motivazione risiede nella natura stessa dell’organismo, che sembra voler scavalcare i canali diplomatici tradizionali.
Le perplessità dell’Eliseo: oltre i confini di Gaza
Secondo quanto trapelato dai palazzi del potere parigino, la Carta costitutiva dell’iniziativa americana avrebbe sorpreso negativamente i diplomatici francesi per due ragioni principali:
- L’estensione del mandato: Contrariamente alle aspettative iniziali, il raggio d’azione del Consiglio non si limiterebbe alla risoluzione del conflitto nella Striscia di Gaza, ma punterebbe a un ridisegno più ampio degli equilibri regionali, superando lo “stretto quadro” della crisi attuale.
- La minaccia all’ONU: L’interrogativo più grave riguarda il rispetto delle Nazioni Unite. Parigi teme che il Consiglio di Pace possa diventare un organismo parallelo o sostitutivo dell’ONU, minandone l’autorità e la struttura.
La posizione ufficiale: «L’iniziativa suscita importanti interrogativi circa il rispetto dei principi dell’ONU, che non possono in nessun modo venire rimessi in discussione», avvertono le fonti dell’Eliseo.
La strategia di Trump vs la dottrina Macron
Il “Consiglio di Pace” rappresenta il tentativo di Trump di gestire la politica estera tramite coalizioni di “volenterosi” al di fuori dei vincoli del Palazzo di Vetro di New York. Per Macron, invece, la difesa del multilateralismo resta il pilastro insostituibile della politica estera francese.
Questa divergenza segna un punto di svolta: la Francia non sembra disposta a seguire ciecamente la linea della Casa Bianca se questa comporta l’indebolimento delle istituzioni internazionali nate nel secondo dopoguerra.
Quali conseguenze per l’Europa?
Il “gran rifiuto” di Parigi potrebbe spingere altri partner europei, come Germania e Italia, a una riflessione più cauta prima di aderire formalmente alla proposta statunitense. Se l’Europa dovesse compattarsi attorno alla posizione francese, il progetto di Trump perderebbe quella legittimità internazionale necessaria per operare efficacemente sul campo mediorientale.
