La 24enne era arrivata nel Vallese per la stagione invernale. Appassionata di sport e viaggi, sognava un futuro lontano dai banconi dei bar. Il suo casco, ritrovato tra le macerie, è diventato il simbolo della strage.
Non era una cliente, ma una lavoratrice. Cyane Panine, 24 anni originaria della zona di Losanna, si era trasferita nella rinomata località sciistica svizzera per lavorare come barista stagionale. Quella notte di San Silvestro, mentre centinaia di persone festeggiavano l’arrivo del 2026, Cyane era dietro il bancone, impegnata nel turno più frenetico dell’anno.
La “donna col casco”
Il soprannome che ha accompagnato le prime fasi del riconoscimento deriva da un dettaglio struggente: Cyane era un’appassionata di motori e si spostava quasi sempre con la sua moto, anche tra le nevi del Vallese.
Il suo casco integrale, rinvenuto dai soccorritori in un angolo del locale vicino agli spogliatoi del personale, è stato uno dei primi elementi a permettere l’identificazione della giovane, in un contesto dove il fuoco aveva reso difficili i rilievi scientifici immediati.
Una vita tra sogni e lavoro
Chi conosceva Cyane la descrive come una ragazza solare, dotata di un’energia contagiosa e di una grande dedizione al lavoro.
- La stagionalità: Come molti coetanei, Cyane sfruttava i mesi invernali nelle Alpi per mettere da parte i risparmi necessari a finanziare la sua vera passione: i viaggi nel Sud-est asiatico.
- Il ruolo nel locale: Al “Constellation” era apprezzata dai colleghi per la sua capacità di gestire lo stress, anche in situazioni di estremo affollamento come quella che, purtroppo, ha caratterizzato la sua ultima notte.
«Era l’anima del gruppo dei ragazzi stagionali», racconta un’amica e collega scampata alle fiamme. «Aveva sempre il casco in mano perché non vedeva l’ora di finire il turno per correre via sulla sua moto. Quella notte, però, da quel locale non è mai uscita».
Il giallo della sicurezza per il personale
L’identificazione di Cyane ha aperto un nuovo filone d’indagine parallelo a quello principale. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il personale dipendente fosse stato adeguatamente istruito sui piani di evacuazione e perché molti lavoratori, tra cui la 24enne, siano rimasti intrappolati in aree di servizio che si sono trasformate in vicoli ciechi.
Mentre la famiglia di Cyane chiede risposte e giustizia, a Crans-Montana sono comparsi i primi mazzi di fiori bianchi e piccoli caschi in miniatura in memoria di una ragazza che sorrideva alla vita e che è stata tradita proprio dal luogo in cui stava costruendo il suo futuro.
