Trump: “Basta petrolio o denaro per Cuba, accordo prima che sia tardi”

Condividi

Donald Trump ha lanciato un forte avvertimento al governo cubano, dichiarando che non ci sarà più petrolio né denaro verso Cuba proveniente dal Venezuela e invitando L’Avana a “raggiungere un accordo con gli Stati Uniti prima che sia troppo tardi”. La dichiarazione è arrivata attraverso un post sul suo social Truth Social, nel pieno delle tensioni internazionali seguite all’operazione che ha portato all’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro. 

Secondo Trump, Cuba ha per decenni beneficiato di ingenti quantità di petrolio e fondi venezuelani, in cambio dei cosiddetti “servizi di sicurezza” forniti ai governi di Caracas. Ma con il nuovo assetto — che vede gli Stati Uniti dichiararsi protettori del Venezuela dopo l’intervento — questo flusso sarebbe finito. «Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba — zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi», ha scritto il presidente statunitense. 


Contesto post-Venezuela e pressioni regionali

La minaccia di tagliare petrolio e fondi a Cuba arriva pochi giorni dopo che gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare in Venezuela, che ha portato alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro e di sua moglie con accuse legate al narcotraffico negli Stati Uniti. 

Questa serie di mosse ha innescato una pressione crescente su alleati e partner regionali di Caracas: altro esempio sono state recenti dichiarazioni di Trump rivolte all’ex braccio destro di Maduro, minacciando conseguenze severe se non avesse collaborato con Washington. 

In parallelo, l’amministrazione statunitense sta perseguendo un rafforzamento della propria influenza in America Latina, con un occhio particolare alle dinamiche energetiche e strategiche. Tra gli obiettivi, secondo alcuni osservatori, ci sarebbe anche ridurre l’influenza di Cuba nel continente, in parte attraverso il controllo o la ridistribuzione delle risorse petrolifere venezuelane. 


Le implicazioni per Cuba

L’avvertimento di Trump colpisce un punto sensibile per l’economia cubana, da decenni dipendente dal sostegno energetico venezuelano per coprire gran parte del proprio fabbisogno di petrolio. Analisti internazionali hanno avvertito che la sospensione di tali flussi potrebbe avere effetti profondi sulla fragile economia dell’isola, già sotto pressione per carenze energetiche e difficoltà economiche pregresse. 

Dalla capitale cubana, il presidente Miguel Díaz-Canel ha condannato duramente l’intervento statunitense in Venezuela nei giorni scorsi, definendolo un atto di “terrorismo di stato” e annunciando la mobilitazione di migliaia di persone di fronte all’ambasciata USA. 


La dichiarazione di Trump contro Cuba rappresenta un inasprimento della politica estera statunitense nella regionedopo l’operazione in Venezuela e il potenziale ridisegno degli equilibri energetici e politici in America Latina. Il messaggio di fermarsi “prima che sia tardi” segna un punto di forte pressione diplomatica e strategica su L’Avana, con possibili ripercussioni sul futuro delle relazioni cubano-statunitensi e sull’intero assetto geopolitico regionale.