Tragedia nei boschi della Val Bormida: ritrovati i resti del cacciatore scomparso

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Si chiude nel modo più drammatico la vicenda di Angelo Fontana, il cacciatore novantenne di cui si erano perse le tracce lo scorso 26 ottobre. All’alba di oggi, un gruppo di cacciatori impegnato in una battuta alla beccaccia ha rinvenuto i resti umani dell’uomo in una zona impervia tra Ferrania e Altare. Il corpo giaceva nei pressi di un corso d’acqua, in un’area caratterizzata da fitta vegetazione che, per mesi, ha celato il cadavere alla vista dei soccorritori.

La scomparsa di Fontana aveva dato il via a un’imponente macchina di ricerca. Per settimane, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Protezione Civile avevano setacciato i boschi della zona con l’ausilio di droni ed elicotteri, senza tuttavia trovare alcun indizio utile. L’ipotesi principale resta quella di un tragico incidente o di un malore improvviso che avrebbe colto l’anziano durante la sua giornata venatoria, impedendogli di chiedere aiuto.

Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i Carabinieri e il medico legale per i primi rilievi di rito. Nonostante il massimo riserbo degli inquirenti, gli indumenti e il luogo del ritrovamento lascerebbero pochi dubbi sull’identità della vittima. La notizia ha scosso profondamente la comunità locale, che per mesi aveva sperato in un epilogo differente. Nelle prossime ore, la Procura potrebbe disporre l’esame autoptico per accertare con esattezza le cause del decesso prima di restituire la salma alla famiglia per l’ultimo saluto.