L’ombra di una criminalità giovanile organizzata e spietata si allunga su Imperia, svelando un sottobosco di violenza che va ben oltre il semplice vandalismo. Un’inchiesta della Procura ha permesso di smantellare una banda di circa venti giovanissimi, trasformando i vicoli di Oneglia e le piazze di Porto Maurizio in un campo di battaglia per il controllo del territorio. Non si tratta solo di spaccio: l’accusa più pesante è quella di estorsione, un reato che riflette la volontà del gruppo di imporre un monopolio assoluto sulla vendita di stupefacenti attraverso il terrore. L’episodio che ha lasciato più sgomenti gli inquirenti sembra uscito da una sceneggiatura di un film thriller. Un gruppo di minori, armato di mazze e bastoni, ha fatto irruzione in una villetta privata utilizzando chiavi rubate alla vittima. Una volta dentro, gli aggressori hanno adottato una tecnica di brutale precisione: hanno usato cuscini per soffocare le urla del coetaneo, colpendolo ripetutamente agli arti per dargli una “lezione” e impedirgli di denunciare precedenti soprusi. Una spedizione punitiva pianificata nei minimi dettagli, specchio di una ferocia che non risparmia nemmeno l’intimità domestica. Al centro dell’indagine c’è anche il pestaggio del 2 febbraio 2024 in piazza Roma a Porto Maurizio. In quell’occasione, un giovane spacciatore era stato accerchiato da uomini col passamontagna e massacrato di botte. La banda, insomma, si sentiva padrona della città, monitorando i locali del centro e minacciando chiunque osasse intralciare i loro affari. Con quattro misure cautelari già eseguite e posizioni stralciate verso il Tribunale dei Minori di Genova, l’inchiesta mette a nudo una realtà drammatica: a Imperia, la violenza delle baby gang è diventata uno strumento politico per governare la strada.
Spaccio e spedizioni punitive, è allarme baby gang a Imperia
