Droni sulla casa di Putin: Mosca consegna le prove contro l’Ucraina agli Stati Uniti

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Il Ministero della Difesa russo ha annunciato di aver consegnato formalmente agli Stati Uniti i dati estratti dai sistemi di navigazione di uno dei droni abbattuti nei pressi della residenza del presidente Vladimir Putin.

Secondo il Cremlino, i file decriptati proverebbero senza ombra di dubbio che l’obiettivo dell’operazione fosse proprio il complesso residenziale presidenziale nella regione di Novgorod, smentendo le tesi ucraine che parlavano di una messinscena o di un attacco privo di prove concrete.

Le dichiarazioni di Igor Kostyukov

A dare l’annuncio è stato Igor Kostyukov, capo del GRU (la Direzione generale dello stato maggiore russo). Citato dall’agenzia Ria Novosti, l’ammiraglio ha spiegato che i servizi segreti russi sono riusciti a recuperare la memoria dei controllori di volo da un velivolo rimasto parzialmente intatto dopo l’abbattimento.

“La decodifica conferma inequivocabilmente che l’obiettivo dell’attacco era il complesso della residenza presidenziale. Abbiamo consegnato questi dati alla controparte americana affinché possano accertare la verità autonomamente. Riteniamo che questo passo risolva tutti i dubbi.”

Il mistero dell’attacco del 29 dicembre

Il riferimento è all’ondata di droni (circa 91, secondo il ministro Lavrov) che nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 2025avrebbe puntato verso la residenza di Valdai. Finora, Kiev ha negato ogni coinvolgimento, definendo le accuse di Mosca “una bufala” utile a giustificare nuove escalation.

Tuttavia, il clima politico a Washington è mutato. Mentre l’intelligence statunitense (CIA) si è mostrata inizialmente scettica, il Presidente Donald Trump ha espresso forte irritazione dopo aver parlato direttamente con Putin, ordinando un’indagine approfondita per verificare se l’attacco sia stato effettivamente lanciato da forze ucraine o da gruppi russi dissidenti.

Punti chiave della consegna dei dati

  • Materiale consegnato: Chip di memoria e file di missione decriptati dai tecnici russi.
  • Luogo dell’impatto: La regione di Novgorod, dove si trova la celebre tenuta presidenziale.
  • Obiettivo di Mosca: Coinvolgere gli USA nel riconoscimento dell’attacco come “terroristico” per isolare diplomaticamente Kiev.

Cosa succederà ora?

La palla passa ora agli analisti del Pentagono e dell’intelligence americana. Se gli Stati Uniti dovessero confermare l’autenticità dei dati consegnati da Kostyukov, la posizione di Kiev diventerebbe estremamente fragile nel quadro dei negoziati per la fine del conflitto, che Trump preme per chiudere entro i primi mesi del 2026. La Russia, dal canto suo, ha già avvertito che “rivedrà la propria posizione negoziale” in base alla risposta che arriverà da Washington.