Non si placa il calvario clinico di Jair Bolsonaro. L’ex presidente del Brasile, attualmente detenuto dopo la condanna per il tentato colpo di Stato, è stato trasportato d’urgenza nuovamente in sala operatoria presso un ospedale privato di Brasilia. La causa è il ripresentarsi di una violenta e inarrestabile crisi di singhiozzo, un disturbo che lo affligge da anni ma che nelle ultime ore ha raggiunto livelli critici.
Il terzo intervento in pochi giorni
A confermare il peggioramento delle condizioni di salute è stata l’ex first lady, Michelle Bolsonaro, che assiste il marito insieme al figlio Carlos. Secondo quanto riferito, la crisi è iniziata intorno alle 10 del mattino di ieri e, nonostante i trattamenti precedenti, non ha mostrato alcun segno di miglioramento.
I medici hanno optato per un ulteriore rafforzamento del blocco del nervo frenico. Si tratta di una procedura specialistica che prevede l’iniezione di un anestetico locale per interrompere gli impulsi nervosi che causano gli spasmi involontari del diaframma. È il terzo intervento di questo tipo a cui Bolsonaro viene sottoposto in pochi giorni, segno di una patologia estremamente resistente alle terapie convenzionali.
“Giorni difficili”: l’appello della famiglia
Michelle Bolsonaro ha rotto il silenzio sui social media, definendo questo periodo come caratterizzato da “giorni difficili” per la famiglia e chiedendo sostegno e preghiere ai sostenitori. Anche il figlio Carlos ha confermato il ritorno delle crisi, che impedirebbero all’ex presidente di alimentarsi e riposare correttamente.
Questi problemi di salute sono spesso associati dai medici alle conseguenze dell’attentato subìto da Bolsonaro nel 2018, quando fu accoltellato all’addome durante la campagna elettorale, subendo danni permanenti all’apparato digerente che lo hanno costretto a numerosi interventi negli anni.
Tra ospedale e carcere: il futuro legale
Il ricovero avviene in un momento di estrema tensione giudiziaria. Jair Bolsonaro è stato infatti arrestato lo scorso 22 novembre per scontare una condanna a 27 anni e 3 mesi di reclusione per tentato colpo di Stato.
- Stato attuale: Ricovero sotto stretta sorveglianza presso l’ospedale di Brasilia.
- Prospettive: I medici prevedono la conclusione del ricovero per l’inizio del 2026.
- Destinazione finale: Una volta dimesso, l’ex capo di Stato non tornerà a casa, ma sarà ricondotto nella cella presso la sede della Sovrintendenza della polizia federale di Brasilia per proseguire la sua detenzione.
