Un giovane di 19 anni, di nazionalità ecuadoriana, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Milano Porta Monforte con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il giovane è ritenuto responsabile di due brutali aggressioni ai danni di ragazze minorenni, avvenute tra l’agosto e il settembre del 2025.
L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal GIP di Milano su richiesta della Procura, mette fine a una scia di terrore che aveva colpito l’area dell’hinterland milanese e la periferia cittadina.
Il Modus Operandi: caccia lungo la Linea Verde
Le indagini hanno permesso di ricostruire un metodo d’azione sistematico e inquietante. Il 19enne utilizzava la metropolitana Linea Verde (M2) come terreno di caccia per individuare le proprie vittime:
- L’individuazione: Il giovane avrebbe scelto le sue “prede” (due ragazze di 15 e 16 anni) rispettivamente nelle stazioni di Gorgonzola e Crescenzago.
- Il pedinamento: Una volta individuate le minori, iniziava un “pedinamento discreto” a distanza, seguendole fino a casa.
- L’agguato: L’assalto scattava nel momento di massima vulnerabilità: quando le giovani aprivano il portone del proprio palazzo. In quel frangente, il predatore entrava in azione bloccandole nell’androne o nelle aree comuni dell’edificio.
I dettagli che lo hanno incastrato: il monopattino e il cappellino
Nonostante la cautela nel pedinamento, il diciannovenne ha lasciato tracce visive inconfondibili analizzate meticolosamente dagli investigatori attraverso i filmati delle telecamere di sorveglianza:
- Il monopattino elettrico: Un mezzo dotato di elementi di colore arancione brillante, un dettaglio cromatico che lo rendeva unico e facilmente rintracciabile nei video.
- Il cappellino verde: Un cappello da baseball di colore verde che il giovane indossava abitualmente, non solo durante le aggressioni, ma anche per recarsi al lavoro.
Le prove ritrovate in casa
La conferma definitiva è arrivata dalla perquisizione domiciliare. I militari hanno rinvenuto nell’abitazione del ragazzo gli stessi indumenti immortalati dai sistemi di video-sorveglianza durante i giorni delle violenze (il 12 agosto a Bussero e il 10 settembre a Milano).
L’eccessiva sicurezza del giovane, che continuava a utilizzare gli stessi abiti e lo stesso mezzo di trasporto per la sua quotidianità lavorativa, ha permesso ai Carabinieri di chiudere il cerchio in tempi brevi. Attualmente l’indagato si trova ai domiciliari, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
