La tensione tra Stati Uniti e Venezuela ha raggiunto un nuovo, pericoloso apice. In un’intervista rilasciata alla NBC News giovedì 18 dicembre 2025, il Presidente Donald Trump ha dichiarato esplicitamente di non escludere l’intervento militare contro il governo di Nicolás Maduro.
«Non lo escludo, no», ha risposto il Presidente quando gli è stato chiesto se una guerra con il Paese sudamericano sia attualmente un’opzione sul tavolo. Le parole del tycoon arrivano in un momento di estrema militarizzazione dell’area, con quella che Trump ha definito «la più grande Armada mai schierata nella storia del Sud America» pronta a circondare le coste venezuelane.
Il “Blocco Totale” e la Guerra del Petrolio
L’escalation verbale segue di pochi giorni l’ordine esecutivo di un blocco totale e completo di tutte le navi cisterna sanzionate che entrano o escono dal Venezuela. La strategia della Casa Bianca appare focalizzata su tre pilastri:
- Sequestro di petroliere: Trump ha confermato che ci saranno ulteriori operazioni per requisire navi che trasportano greggio venezuelano, come quella già avvenuta la scorsa settimana. «Se sono così sciocchi da navigare lì intorno, finiranno in uno dei nostri porti», ha avvertito.
- Recupero degli asset: Il Presidente ha ribadito che la pressione continuerà finché Caracas non restituirà agli Stati Uniti «tutto il petrolio, la terra e i beni rubati» durante le nazionalizzazioni degli scorsi decenni.
- Lotta al narcotraffico: Washington giustifica l’incremento delle operazioni militari accusando il regime di Maduro di finanziare il terrorismo e il traffico di droga attraverso i proventi petroliferi.
Il bilancio delle operazioni e i timori di escalation
La campagna di pressione iniziata a settembre 2025 ha già prodotto scontri a fuoco e vittime. Secondo fonti internazionali, le forze statunitensi avrebbero condotto oltre 20 raid contro imbarcazioni sospette, causando la morte di almeno 90 persone.
Questi episodi hanno sollevato forti preoccupazioni a livello globale:
- Russia e Cina: I principali alleati di Maduro hanno condannato quello che definiscono un “atto di pirateria statale” e un “bullismo” geopolitico, chiedendo alle Nazioni Unite di intervenire per evitare un conflitto su larga scala.
- Nazioni vicine: Messico e Brasile hanno rivolto un appello all’ONU per smorzare i toni, temendo che un’instabilità regionale possa avere effetti catastrofici sull’intero emisfero occidentale.
- Congresso USA: Nonostante il rifiuto di una risoluzione sui poteri di guerra che avrebbe limitato il Presidente, molti legislatori lamentano la mancanza di trasparenza sugli obiettivi finali della missione in Venezuela.
Prospettive: verso uno scontro diretto?
Mentre il governo venezuelano ha rigettato le «grottesche minacce» americane, la Casa Bianca sembra intenzionata a non indietreggiare. L’impatto economico per il Venezuela potrebbe essere devastante: il blocco rischia di paralizzare il 90% delle esportazioni del Paese, portando la già fragile economia locale a un punto di rottura definitivo.
L’interrogativo che ora agita le cancellerie internazionali è se le minacce di Trump siano l’ultimo stadio della “massima pressione” o il preludio a un’invasione terrestre, opzione che il Presidente ha più volte accennato come possibile se Maduro non cederà alle richieste di Washington.
