Si aggravano le preoccupazioni per la salute di Narges Mohammadi, la Premio Nobel per la Pace 2023, arrestata il 12 dicembre in Iran durante una cerimonia commemorativa. Secondo quanto denunciato dalla sua famiglia e dalla Narges Foundation su X, l’attivista sarebbe stata picchiata brutalmente dalle forze di sicurezza iraniane al momento del fermo, tanto da rendere necessario il suo trasferimento al pronto soccorso per ben due volte.
Percosse Violente Durante l’Arresto a Mashhad
Mohammadi era stata arrestata nella città nord-orientale di Mashhad mentre partecipava alla commemorazione dell’avvocato per i diritti umani Khosrow Alikordi.
La famiglia ha reso noto il drammatico aggiornamento dopo aver ricevuto una telefonata dall’attivista domenica sera. La Fondazione ha riportato le parole di Mohammadi:
“Narges ha detto che l’intensità dei colpi era così forte e violenta che è stata portata al pronto soccorso due volte. Le sue condizioni fisiche al momento della chiamata non erano buone.”
La notizia solleva nuovamente l’allarme internazionale sulle condizioni di detenzione e sui trattamenti subiti dai dissidenti e dagli attivisti per i diritti umani nelle carceri iraniane.
Continuano le Pressioni sulla Società Civile
L’arresto di Narges Mohammadi, che stava usufruendo di un congedo per motivi di salute dal carcere di Evin, è avvenuto dopo che l’attivista aveva apertamente dichiarato che non sarebbe tornata volontariamente in prigione, definendo qualsiasi nuovo fermo come un atto di disobbedienza civile.
Il suo ritorno in carcere e le presunte violenze subite, confermate dalla Fondazione, rappresentano un duro monito del regime contro chiunque osi sfidare la repressione interna e un segnale preoccupante per la comunità internazionale, che aveva già chiesto la sua liberazione dopo l’assegnazione del Nobel.
