Una terribile sparatoria di massa ha scosso nel tardo pomeriggio di domenica Bondi Beach, una delle spiagge più iconiche di Sydney (Australia), durante la celebrazione della prima sera di Hanukkah, la festa ebraica delle luci. L’attacco ha causato almeno 12 morti e decine di feriti, tra cui civili e operatori di polizia, e secondo il Premier del Nuovo Galles del Sud è stato un attacco deliberato per colpire la comunità ebraica.
Cos’è successo
L’incidente è avvenuto intorno alle 18:45 ora locale, quando due persone armate hanno aperto il fuoco sulla folla radunata per l’evento “Chanukah by the Sea”, organizzato presso il Bondi Beach Park Playground per celebrare l’inizio di Hanukkah. Il numero esatto delle persone presenti al momento varia tra le centinaia e i migliaia.
Secondo la polizia, uno dei sospetti è stato ucciso sul posto dalle forze dell’ordine, mentre l’altro è stato arrestato in condizioni critiche. Le autorità stanno indagando anche sulla possibile presenza di un terzo aggressore e sulla scoperta di ordigni esplosivi artigianali legati all’attentato.
Vittime, feriti e scena dell’attacco
Le autorità di New South Wales (NSW) Police hanno confermato almeno 12 vittime, inclusi civili presenti alla festa. Decine di persone sono state ferite e trasferite in vari ospedali di Sydney, con alcune in condizioni gravi. Tra i feriti risultano anche due agenti di polizia.
Testimoni oculari descrivono scene di panico, fughe e persone che cercavano riparo tra automobili e edifici mentre si diffondevano gli spari. Secondo filmati circolati sui social, alcuni civili hanno cercato di aiutare i feriti e di allontanarsi dalla zona nel caos.
Dichiarazioni ufficiali e reazioni
Il Premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha definito l’attacco una “azione mirata contro la comunità ebraica” presente alla manifestazione, sottolineando la gravità e la natura deliberata della violenza.
Il Presidente israeliano Isaac Herzog ha descritto l’accaduto come un “momento orribile” per la comunità e la diaspora e ha espresso piena solidarietà alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti. — Secondo altre fonti internazionali, anche il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato la gestione dell’episodio da parte delle autorità australiane e ha rivolto accuse a Canberra, affermando che la situazione riflette un clima più ampio di antisemitismo non adeguatamente contrastato.
Il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha condannato l’attacco terroristico come un atto di “odio crudele e antisemitismo malvagio”, convocando il Consiglio nazionale per la sicurezza e promettendo una risposta forte contro il terrorismo e le violenze motivati dall’odio.
Leader religiosi, organizzazioni civiche e autorità di vari Paesi hanno espresso solidarietà alle vittime e alla comunità ebraica locale, chiedendo assoluta fermezza nella lotta a ogni forma di odio e discriminazione.
Contesto e impatto
La sparatoria di Bondi Beach è tra le più letali nella storia recente dell’Australia, confrontabile per gravità con la strage di Port Arthur del 1996, e mette in luce le preoccupazioni crescenti per gli attacchi estremisti motivati da odio razziale o religioso, che in passato erano rari nel Paese.
Le autorità di New South Wales hanno invitato la popolazione a evitare la zona e seguire le indicazioni delle forze dell’ordine, mentre proseguono le operazioni di indagine e sicurezza.
In sintesi: una giornata di festa si è trasformata in tragedia a Bondi Beach, con un attacco armato che ha causato numerose vittime, feriti e un’onda di shock internazionale. Le autorità australiane trattano l’episodio come un atto di terrorismo mirato alla comunità ebraica, e la risposta politica e giudiziaria è già in pieno corso.
