Sito anti sionista mette una “taglia” sui docenti israeliani, offerti fino a 100mila dollari per Ucciderli

Condividi

Un’inquietante e gravissima minaccia di violenza è emersa online, dove un sito web che si autodefinisce “antisionista estremista” ha pubblicato una vera e propria “taglia” sulla testa di docenti ebrei e israeliani. La notizia, rilanciata dai media israeliani, ha messo in allarme i servizi di sicurezza, con il Mossad e lo Shin Bet che hanno immediatamente aperto un’inchiesta.


Le Tariffe per l’Eliminazione dei Bersagli

Il sito in questione, denominato “Punishment for justice movement”, non si limita a diffondere propaganda d’odio, ma incoraggia esplicitamente atti criminali, stabilendo un vero e proprio listino prezzi per atti di violenza contro accademici ebrei.

Le tariffe offerte per compiere atti contro i docenti schedati, elencate sul portale, sono estremamente esplicite e vanno da un minimo di aggressione psicologica a omicidio:

  • 100.000 dollari: per uccidere un professore israeliano o ebreo.
  • 20.000 dollari: per incendiare l’automobile di un accademico.
  • 1.000 dollari: per affiggere cartelli diffamatori fuori dalle loro abitazioni.

Il portale estremista non si limita alle minacce generiche, ma procede a schedare i suoi bersagli con una precisione allarmante, pubblicando nomi, foto e, soprattutto, gli indirizzi dei docenti da “eliminare”.


L’Allerta dei Servizi Segreti Israeliani

La gravità e la concretezza delle minacce hanno richiesto un intervento immediato ai massimi livelli della sicurezza israeliana. Sia il Mossad (il servizio segreto per l’intelligence esterna) che lo Shin Bet (il servizio di sicurezza interna) hanno avviato un’indagine congiunta.

L’obiettivo primario è duplice:

  1. Garantire la Sicurezza: Proteggere i docenti presi di mira, molti dei quali insegnano in istituzioni all’estero.
  2. Identificare i Responsabili: Rintracciare e neutralizzare gli amministratori del sito web e coloro che finanziano o intendono eseguire gli atti di violenza.

L’episodio solleva ancora una volta il dibattito sulla diffusione dell’odio online e sulla velocità con cui l’estremismo antisionista può sfociare in minacce concrete e potenzialmente letali.