Salvini: apertura cantieri ponte nel 2026 nonostante l’aumento dei costi

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Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini è intervenuto sul tema del Ponte sullo Stretto, sottolineando come la gara per l’opera sia stata regolarmente svolta e collegata ai costi previsti per il 2025. In una dichiarazione chiara e precisa, Salvini ha spiegato che l’aumento dei costi non deriva da modifiche al progetto, che rimane strutturalmente valido e continuerà a migliorare, ma dai cambiamenti del mercato internazionale e dai rincari di materiali, energia e materie prime. Secondo il ministro, rifare una nuova gara significherebbe rinviare ulteriormente il progetto e, di fatto, dire di no alla realizzazione del ponte.

Salvini ha ricordato come i costi di acciaio, cemento e energia oggi siano molto diversi rispetto a quelli di dieci anni fa. Questo scenario economico globale incide direttamente sui progetti infrastrutturali di grandi dimensioni, rendendo necessario aggiornare le stime finanziarie senza compromettere la fattibilità delle opere. L’obiettivo dichiarato dal vicepremier resta quello di aprire i cantieri nel 2026, dando avvio a un’opera simbolica e strategica per il collegamento tra Sicilia e Calabria.

Il Ponte sullo Stretto rappresenta un investimento chiave per il Paese, sia sul piano economico sia sul piano logistico, con ricadute significative sul traffico, sulle merci e sul turismo. Salvini ha ribadito che il progetto non solo non subisce cambiamenti strutturali, ma continuerà a migliorare nel tempo, integrando soluzioni innovative per garantire sicurezza e funzionalità. In questo contesto, la gestione dei costi e la decisione di non ripetere la gara appaiono come scelte strategiche per rispettare i tempi previsti senza compromettere la qualità dell’opera.

Il messaggio del ministro evidenzia inoltre la delicatezza dei grandi progetti infrastrutturali in un contesto di mercato globale in continua evoluzione. La realizzazione del Ponte sullo Stretto non è solo un’opera ingegneristica, ma un segnale politico e simbolico dell’impegno del Governo italiano per lo sviluppo del Sud e la modernizzazione delle reti di trasporto nazionali. Con l’apertura dei cantieri nel 2026, il ponte diventerà un punto di svolta per la mobilità e l’economia del Mezzogiorno, confermando la volontà delle istituzioni di portare avanti opere strategiche nonostante le difficoltà legate ai costi.