Il provvedimento del Tribunale per i minorenni de L’Aquila che ha disposto l’allontanamento dei tre bambini di una coppia che vive in una casa isolata nei boschi di Palmoli (Chieti) ha provocato ieri forte scalpore e reazioni contrapposte. Dopo la decisione, il padre — indicato con il nome di Nathan — ha rilasciato un’intervista nella quale parla di «ingiustizia» e di un’operazione che, a suo avviso, «sta distruggendo la vita di cinque persone».
Il provvedimento e le motivazioni del Tribunale
Il Tribunale per i minorenni de L’Aquila ha disposto il collocamento dei tre minori in una struttura protetta (una casa famiglia) per un periodo di osservazione, stabilendo che la madre potrà accompagnarli nella struttura. Nel dispositivo il giudice ha motivato la misura richiamando la necessità di tutela del diritto alla vita di relazione e della sicurezza dei minori: l’isolamento prolungato e le condizioni dell’abitazione sarebbero infatti potenzialmente dannosi per lo sviluppo psicosociale dei bambini.
La versione del padre: dolore e incredulità
Intervistato da Il Centro e ripreso da più testate, il padre ha detto di sentirsi «totally vuoto» e non comprendere la decisione: «Perché togliere i bambini da un luogo dove c’è felicità, dove la famiglia vive felice, nella natura?», ha dichiarato, raccontando lo choc dei figli per il trasferimento improvviso in una realtà che non conoscono. Le immagini e le testimonianze raccolte dai cronisti descrivono una comunità locale divisa tra chi sostiene la scelta della magistratura e chi prova empatia per la famiglia.
Modalità dell’intervento e reazioni sul territorio
Secondo le ricostruzioni, all’atto dell’esecuzione del provvedimento erano presenti servizi sociali e forze dell’ordine locali; alcuni testimoni hanno parlato di modalità percepite come «drastiche». Nei giorni precedenti alla decisione si era sviluppata sui social e attraverso petizioni online una mobilitazione di sostegno alla coppia: sono diverse le migliaia di firme raccolte da chi chiede che i bambini restino con i genitori e che la scelta di un modello di vita alternativo non venga penalizzata con la separazione.
L’attenzione delle istituzioni e il dibattito pubblico
La vicenda ha suscitato interventi anche a livello nazionale e politicamente sensibili: commenti e prese di posizione simboleggiano come casi di questo tipo aprano rapidamente un dibattito sul confine tra libertà di educazione e obblighi di tutela da parte dello Stato. I servizi locali e la Procura minorile hanno sottolineato che la misura è temporanea e cautelare, finalizzata a verificare le condizioni complessive di benessere dei minori e ad attivare eventuali progetti di supporto ai genitori.
Cosa succede adesso
Il provvedimento di collocamento in comunità prevede fasi successive: osservazione dei minori, approfondimenti sui bisogni educativi e sanitari, e la predisposizione di un piano di intervento che può includere la possibilità di far rientrare i bambini in famiglia qualora vengano eliminate le criticità segnalate. I legali della famiglia hanno annunciato che valuteranno ogni possibile azione, compreso il ricorso contro la misura cautelare. Nel frattempo, la comunità di Palmoli resta divisa tra solidarietà alla coppia e preoccupazione per l’esito di un caso che mette al centro temi sensibili per la tutela dell’infanzia.
