Trump valuta azioni militari in Venezuela: sul tavolo l’ipotesi di attacchi via terra

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La tensione tra Stati Uniti e Venezuela ha raggiunto un nuovo picco, con il presidente statunitense che ha confermato di aver autorizzato operazioni sotto copertura della CIA e di aver messo in discussione la possibilità di azioni militari dirette, incluse operazioni di terra, contro obiettivi nel Paese sudamericano.


La Minaccia e il Pretesto del Narcotraffico

La Casa Bianca ha inquadrato le potenziali azioni come parte della “guerra al narcotraffico”, accusando il regime di Nicolás Maduro di essere un “narco-Stato” e di facilitare il traffico di droga verso gli Stati Uniti. Il presidente Trump ha spesso ribadito che i giorni di Maduro alla guida del Paese “sono contati”.

  • Operazioni già in corso: Già da settimane sono in atto operazioni navali statunitensi nel Mar dei Caraibi, formalmente finalizzate a intercettare i carichi di droga. Queste operazioni hanno visto il bombardamento di decine di imbarcazioni sospette, intensificando la pressione militare e il rischio di escalation.
  • Obiettivi identificati: Fonti interne avrebbero indicato che potenziali obiettivi militari di terra sono stati già individuati, pronti in caso di un’escalation. Tali obiettivi includerebbero basi militari, raffinerie di cocaina, piste di atterraggio clandestine e sedi istituzionali legate al regime.

Le Opzioni sul Tavolo di Washington

L’ipotesi di azioni militari dirette o mirate è un segnale di una strategia statunitense sempre più aggressiva e meno legata alla tradizionale politica di non interventismo nell’America Latina.

Secondo le analisi di diversi media americani e internazionali, gli scenari considerati dalla Casa Bianca includono:

  1. Attacchi mirati a strutture chiave: Interventi limitati contro basi militari o centri di comando per indebolire la leadership del regime.
  2. Operazioni di Forze Speciali: Simili all’operazione che portò all’arresto di Manuel Noriega a Panama, mirate a catturare o neutralizzare la leadership di Maduro.
  3. Incursioni di terra: L’opzione più estrema e rischiosa, che implicherebbe l’uso di forze di terra per colpire obiettivi strategici, sebbene l’esercito venezuelano abbia dichiarato di essere pronto a contrastare qualsiasi incursione.

Il governo venezuelano, da parte sua, ha risposto con la mobilitazione di civili e militari per la “difesa nazionale”, definendo le azioni statunitensi come una “minaccia imperialista” volta a rovesciare il regime per impadronirsi delle risorse petrolifere del Paese.