L’imprenditrice Maria Rosaria Boccia è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis del Codice Penale). L’indagine è stata avviata in seguito agli esposti presentati dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e da sua moglie, Federica Corsini.
Il Nucleo dell’Indagine: La Conversazione Privata
L’accusa di interferenze illecite si concentra sulla diffusione di un file audio contenente una conversazione privata tra Sangiuliano e sua moglie. Questo audio era stato trasmesso in parte dal programma televisivo Report nell’ottobre 2024 e successivamente pubblicato su alcuni profili social e testate online.
- L’Audio Conteso: La registrazione riguarderebbe una discussione di natura strettamente personale e familiare, con i coniugi Sangiuliano che hanno denunciato la sua diffusione come una violazione illegittima della loro privacy.
- La Contestazione: Secondo l’accusa, la registrazione e la successiva divulgazione di una conversazione avvenuta in un luogo privato, senza il consenso delle parti, configurerebbero il reato di interferenze illecite. La difesa dei coniugi Sangiuliano ha sempre sostenuto che il contenuto non avesse alcuna rilevanza pubblica tale da giustificare una così grave intrusione.
Il Sequestro Preventivo e le Reazioni
Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Roma, accogliendo le istanze della Procura, ha disposto il sequestro preventivo del file audio, ordinandone la rimozione dai profili social riconducibili a Maria Rosaria Boccia e da una testata online.
- Motivazione: Il provvedimento di sequestro mira a bloccare la diffusione di materiale che la magistratura ritiene essere stato ottenuto e divulgato illecitamente.
- Indagati: Oltre a Maria Rosaria Boccia, risulta indagato anche un giornalista in concorso, per aver partecipato alla diffusione del contenuto.
- La Difesa di Boccia: L’imprenditrice ha respinto l’accusa, sostenendo che Sangiuliano avrebbe volontariamente reso nota la telefonata (circostanza che, se provata, escluderebbe il reato di interferenze illecite). L’audio è stato, secondo le sue dichiarazioni, un elemento pertinente per fare chiarezza sulla notizia, più volte circolata, secondo cui una donna (la moglie di Sangiuliano) avesse bloccato la sua nomina a un incarico pubblico.
L’indagine prosegue con l’obiettivo di accertare le modalità con cui la registrazione è stata ottenuta e le responsabilità relative alla sua successiva divulgazione.
