Roma sommersa dalla droga: dall’eroina di “scarto” ai pusher su whatsapp

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L’Esperto: “La Capitale è Impregnata”. Allarme per Cobret e Droghe Sintetiche Sconosciute

La Capitale si trova ad affrontare una duplice e crescente emergenza legata al consumo e al traffico di sostanze stupefacenti. Se da un lato il mercato è inondato da nuove e pericolosissime droghe sintetiche (note come NPS, Nuove Sostanze Psicoattive), spesso con effetti devastanti, dall’altro la diffusione è favorita da una rete di pusher “2.0” che utilizzano il web e le app di messaggistica per le consegne a domicilio.

L’allarme è risuonato forte nelle dichiarazioni di esperti e forze dell’ordine, i quali evidenziano come la droga sia ormai ovunque. “Roma è impregnata,” ha affermato un esperto del settore, descrivendo una realtà in cui lo spaccio è capillare e le sostanze sempre più accessibili e sconosciute.

Cobret e “Cocaina Rosa”: I Nuovi Pericoli

Tra le sostanze che stanno destando maggiore preoccupazione vi è il Cobret, un derivato dell’oppio, di fatto un’eroina di scarto, che circola a un costo molto basso e che crea una dipendenza immediata. Viene spesso tagliato con elementi altamente tossici, esacerbando i rischi per la salute.

A preoccupare è anche la diffusione di droghe come la “Cocaina Rosa” (2C-B), che sebbene costosa (fino a 400 euro al grammo), sta diventando un pericoloso status symbol tra i giovani e giovanissimi dei quartieri facoltosi di Roma Nord.

Parallelamente, l’ombra delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) incombe sulla città. Queste droghe, vendute spesso come “legali” o “alternative”, includono oppioidi sintetici potenti come i nitazeni (alcuni più potenti del Fentanyl) o cannabinoidi sintetici devastanti. La loro composizione chimica in continua evoluzione rende difficile la loro identificazione e il contrasto da parte delle forze dell’ordine.

Spaccio 2.0: La Rete dei Pony Express della Droga

La modalità di spaccio è radicalmente cambiata, adattandosi alle esigenze di anonimato e comodità. Le indagini hanno svelato l’esistenza di vere e proprie reti criminali che utilizzano piattaforme di comunicazione crittografate o semplici chat per prendere gli ordini. La droga viene poi consegnata ai clienti con un sistema di “pony express” o in luoghi di volta in volta diversi e concordati all’ultimo minuto.

Il ricorso a sistemi tecnici e informatici nel contrasto è diventato cruciale, ma il fenomeno, che si estende anche al Dark Web per l’acquisto di sostanze sintetiche, impone una stretta collaborazione tra autorità, istituzioni sanitarie e scuole.

Gli esperti dell’OMCeO (Ordine dei Medici) di Roma e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga continuano a lanciare allarmi, sottolineando l’urgente necessità di “fare rete” per incrementare l’azione di prevenzione e monitoraggio in una Capitale in cui il mercato degli stupefacenti sembra non conoscere crisi.