Il presidente dell’associazione Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, non potrà entrare a Milano per un anno. Il decreto di allontanamento e di divieto di ritorno gli è stato notificato all’aeroporto di Linate, subito dopo il suo arrivo da Roma, dove era partito per partecipare alla manifestazione pro-palestinese in programma nel pomeriggio. La misura arriva a una settimana esatta dalla manifestazione del 18 ottobre, durante la quale Hannoun aveva pronunciato alcune frasi che gli sono costate un’indagine per istigazione a delinquere.
Nel decreto è riportata la dichiarazione incriminata: “Chi uccide va ucciso. Perché piangere per questi criminali”. L’attivista aveva poi giustificato le sue parole parlando di “resistenza palestinese che ha fatto giustizia”, paragonandola ai movimenti di liberazione in Francia e in Italia durante la Seconda guerra mondiale. In un commento all’ANSA, Hannoun ha definito la misura “un atto di aggressione nei miei confronti” e ha accusato il governo italiano di essere “complice diretto del genocidio a Gaza”, sostenendo che “fornisce armi per sterminare i Gazawi”.
Le frasi di Hannoun avevano già scatenato dure reazioni politiche. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, durante il question time al Senato, aveva annunciato “misure di rigore” contro dichiarazioni “istigatorie” che esprimevano approvazione verso gli abusi commessi da miliziani di Hamas contro altri palestinesi ritenuti collaborazionisti dell’esercito israeliano.
Non è la prima volta che Mohammad Hannoun è oggetto di provvedimenti. Il 29 novembre 2024 gli era già stato notificato un foglio di via da Milano per sei mesi, dopo alcune frasi di approvazione per l’aggressione ad Amsterdam ai tifosi del Maccabi Tel Aviv. Proprio la reiterazione di simili comportamenti, ritenuti “atti a turbare l’ordine pubblico e la sicurezza”, è citata nel nuovo decreto come motivazione principale dell’allontanamento.
In collegamento telefonico con la manifestazione di Milano, Hannoun ha dichiarato di essere “una vittima della lobby sionista” e ha ribadito che le sue parole “sono chiare e coerenti”. Duro il commento del vicepremier Matteo Salvini: “Nessuno spazio a chi istiga all’odio e alla violenza”. Dalla maggioranza, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, insieme a Federico Mollicone e alla vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, ha chiesto l’espulsione definitiva di Hannoun dall’Italia e il divieto di rientro nel Paese.
