L’Incidente sulla Cristoforo Colombo, Quattro Giovanissimi Coinvolti
Notte di lutto e terrore sulle strade della Capitale. Un terribile incidente stradale avvenuto nella tarda serata di ieri, venerdì 24 ottobre, su Via Cristoforo Colombo, all’altezza di Piazza dei Navigatori, è costato la vita a una ragazza di soli 20 anni.
Nello scontro violento sono state coinvolte due automobili, una Mini e una BMW, a bordo delle quali viaggiavano quattro giovani, tutti di età compresa tra i 20 e i 22 anni.
Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo su cui si trovava la vittima, seduta sul lato passeggero, sarebbe stato speronato o urtato con estrema violenza dall’altra vettura. A seguito dell’impatto devastante, l’auto della ragazza è finita prima contro un albero e poi sullo spartitraffico, riducendosi in un ammasso di lamiere.
Ipotesi Gara di Velocità Clandestina al Vaglio
La tragedia ha subito assunto un contorno drammatico: gli inquirenti della Polizia Locale del X Gruppo Mare, intervenuti per i rilievi, non escludono che all’origine dell’incidente vi possa essere stata una gara di velocità clandestina tra le due auto coinvolte.
Testimonianze non ufficiali raccolte sul posto, infatti, suggeriscono che le due vetture stessero procedendo a velocità elevatissima, forse in competizione, lungo il tratto rettilineo della Colombo. Questa ipotesi, se confermata, aggraverebbe enormemente la posizione dei conducenti e degli eventuali complici.
Il Bilancio: Una Vittima e Tre Feriti Gravi
L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato fondamentale per estrarre i giovani rimasti intrappolati nelle lamiere. I quattro occupanti dei veicoli sono stati trasportati d’urgenza in ospedale.
Purtroppo, per la 20enne le ferite riportate erano troppo gravi. È deceduta poco dopo il ricovero.
Gli altri tre giovani coinvolti nello scontro, compresi i due a bordo dell’altra auto, sono stati ricoverati in codice rosso e si trovano in gravi condizioni. La Polizia Locale sta conducendo indagini serrate, acquisendo eventuali filmati delle telecamere di zona e attendendo di poter interrogare i sopravvissuti non appena le loro condizioni cliniche lo permetteranno, al fine di ricostruire con certezza la dinamica e le responsabilità di questa tragedia.
