di Umberto zollo
Una vasta operazione congiunta tra Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri di Torino, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato alla scoperta e al sequestro di sette siti clandestini destinati alla produzione e allo stoccaggio di sigarette di contrabbando. L’operazione, denominata Chain Smoking, ha permesso di smantellare un’organizzazione con ramificazioni internazionali, specializzata nella produzione di tabacchi contraffatti e nello sfruttamento di manodopera straniera.
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e della Compagnia Carabinieri di Venaria Reale hanno individuato cinque opifici e due depositi nei quartieri torinesi di Madonna di Campagna, Barca e Rebaudengo, oltre che nei comuni di Caselle Torinese e Venaria Reale. All’interno, linee produttive sofisticate e macchinari ad alta velocità consentivano di assemblare fino a 48 mila pacchetti di sigarette al giorno.
Le indagini hanno rivelato un sistema altamente organizzato e mimetizzato all’interno di aree industriali apparentemente legittime. Gli stabilimenti erano dotati di generatori autonomi di energia, per evitare controlli sui consumi elettrici, e di finestre oscurate per nascondere le attività. All’interno, i militari hanno trovato lavoratori provenienti dall’Europa dell’Est, costretti a operare in condizioni disumane e senza contatti con l’esterno, in turni estenuanti e senza alcuna tutela.
Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato e 22 tonnellate di sigarette già confezionate, oltre a 538 milioni di componenti (filtri, cartine, confezioni e marchi contraffatti).
Secondo le stime, la produzione clandestina avrebbe immesso sul mercato almeno 35 milioni di pacchetti, per un guadagno illecito stimato in 175 milioni di euro. L’evasione fiscale collegata ammonterebbe a circa 112 milioni di euro di accise e 28 milioni di IVA. Otto persone, di nazionalità ucraina, rumena e moldava, sono state arrestate in flagranza di reato.
L’operazione ha visto la collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e la Città Metropolitana di Torino per la gestione e la distruzione del materiale sequestrato. La Procura di Torino sta inoltre valutando il coinvolgimento della Procura Europea per i profili di competenza.
