Volantini contro “Lady Pickpocket”: Monica Poli nel mirino a Venezia

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A Venezia è scoppiata un’ennesima polemica che coinvolge Monica Poli, attivista e consigliera di Municipalità, nota per le sue segnalazioni contro borseggiatori e borseggiatrici: nei giorni scorsi sono comparsi volantini anonimi che la mettono sotto accusa, in quella che pare essere una forte reazione contro il suo impegno civico.


Chi è Monica Poli

Monica Poli, 57 anni, fa parte da decenni del gruppo Cittadini non distratti, associazione veneziana che segnala situazioni di rischio per turisti e residenti nei confronti dei borseggiatori. 

È diventata famosa per il suo grido “Attenzione, pickpocket!”, usato per attirare l’attenzione su borseggi in atto (o potenziali), spesso filmati, e poi condivisi sui social. Un’attività che ha acceso un vero e proprio fenomeno mediatico: il suo video più virale ha raggiunto decine di milioni di visualizzazioni.


I volantini: cosa dicono e dove sono apparsi

I volantini anonimi contro di lei sono comparsi in vari punti della città, in particolare:

  • Sul pontile del vaporetto di San Tomà,
  • In altri angoli del centro storico.

Nel testo si leggono accuse piuttosto pesanti:

  • Si sostiene che Poli “abbia distrutto tutti gli affari di Venezia-Mestre”
  • Che “fa migliaia di euro con le visualizzazioni” su TikTok, Instagram, Facebook e YouTube
  • Che il suo operato equivalga a una “istigazione alla violenza”, anche nei confronti di chi possiede portafogli modesti (20-30 euro)
  • Si chiede addirittura alla Guardia di Finanza di verificare i suoi guadagni provenienti dai social media.

Le reazioni

  • Monica Poli ha denunciato la vicenda ai carabinieri: i volantini riportano anche una sua foto in un momento riconoscibile, il che, a detta sua, potrebbe avere implicazioni legali. 
  • Luca Zaia, presidente del Veneto, ha espresso solidarietà nei suoi confronti, definendo il suo operato un’“azione civica” da ringraziare. 

Questo episodio cade in un momento in cui il tema dei borseggi a Venezia è molto sentito:

  • I residenti denunciando un aumento costante dei furti. 
  • Monica Poli, nel suo ruolo, aveva già subito aggressioni fisiche da parte di borseggiatori che la riconoscevano e che non gradivano le sue segnalazioni.
  • Il fenomeno social è esploso: il video “Attenzione pickpocket” ha raccolto decine di milioni di visualizzazioni, e Poli ha accresciuto sensibilmente la sua popolarità.

Questioni sollevate

L’episodio dei volantini pone varie domande:

  1. Libertà di esprimersi e attività civica: fino a che punto il mettere in guardia i cittadini può essere considerato legittimo, e quando può essere accusato di “istigazione alla violenza” o diffamazione?
  2. Regolamentazione dei social media e trasparenza: se è vero che Poli percepisce introiti dai suoi post (come affermato nei volantini), come ogni altra persona con attività pubblica deve rispettare norme fiscali e contabili. Ma le accuse vanno supportate da prove.
  3. Sicurezza e ruolo dei cittadini: il ruolo dei cittadini che segnalano è controverso: alcuni considerano le sue azioni utili per contrastare i borseggi, altri ritengono che possano aumentare tensioni o situazioni rischiose.
  4. Protezione legale per chi denuncia: le aggressioni subite da Poli e i volantini denunciano una forma di intimidazione. Lo Stato locale e le forze dell’ordine sono sotto pressione per proteggere chi svolge attività di controllo/incitazione civica.

La vicenda dei volantini contro Monica Poli testimonia quanto l’attivismo civico, specie nella lotta contro fenomeni quotidiani come i borseggi, possa diventare terreno di scontro. Venezia si trova al crocevia fra turismo, insicurezza urbana, pressione sociale e trasparenza mediatica.