Il processo a Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S Beppe Grillo, ha subito una brusca battuta d’arresto. La sentenza era attesa oggi ma è stata sospesa in seguito alla tragica morte del figlio del presidente del collegio giudicante, Marco Contu. È stato annunciato il rinvio dell’udienza al 22 settembre alle ore 10:30, per permettere di riprendere le ultime controrepliche e procedere con la camera di consiglio.
Il dramma personale che ha colpito il processo
Il figlio di Marco Contu, Pietro, un ragazzo di circa 20–22 anni, è tragicamente deceduto a Roma dopo essere stato investito dalla metropolitana della linea B, in prossimità della stazione San Paolo. Il tragico evento è venuto alla luce proprio mentre in aula si attendeva l’inizio dell’udienza decisiva.
Le reazioni all’interno dell’aula
In aula, mentre si deliberava sul rinvio dell’udienza, gli avvocati della difesa hanno stigmatizzato l’idea di svolgere la seduta già il giorno successivo, definendola “inaccettabile e impensabile”. Uomo e professionista, l’avvocato Alessandro Vaccaro, difensore di Vittorio Lauria, ha sottolineato l’assoluta inadeguatezza di imporre il processo in un momento così grave per un padre. Lo stesso Procuratore Capo, Gregorio Capasso, ha espresso la solidarietà della Procura nei confronti del giudice Contu.
Stato del processo
Il rinvio stabilito prevede il ritorno in aula il 22 settembre per le controrepliche degli avvocati, seguite dalla camera di consiglio, che dovrebbe portare alla sentenza definitiva. La Procura ha chiesto una condanna di 9 anni per ciascuno dei quattro imputati, accusati di violenza sessuale di gruppo: Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta.
Un triste evento personale ha interrotto un procedimento seguito con grande attenzione mediatica. Il rinvio riflette il rispetto umano e istituzionale verso chi, a poche ore dall’udienza, ha subito una tragedia inconcepibile. La prossima udienza del 22 settembre sarà decisiva per il corso del processo.
