Disastro di Pioltello: “Nessuna carenza nella gestione della sicurezza ferroviaria”, parola del Tribunale di Milano

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Il Tribunale di Milano, con una sentenza che chiude un capitolo lungo sette anni, ha assolto buona parte degli imputati nel processo sul deragliamento del treno regionale 10452. L’unico condannato è Marco Albanesi, responsabile dell’unità manutentiva di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), riconosciuto colpevole di sottovalutazione del rischio legato a un giunto ferroviario ammalorato. Tutti gli altri, inclusi l’ex amministratore delegato di RFI e altri dirigenti, sono stati assolti “per non aver commesso il fatto” 

Il quadro giuridico

Secondo il Tribunale, nonostante l’esistenza di norme tecniche che, se rispettate, avrebbero evitato il disastro, tali disposizioni appartengono a un ambito diverso rispetto alla normativa antinfortunistica. Il giudice ha dunque ritenuto che la gestione della sicurezza ferroviaria attiene alla circolazione e alla tutela della pubblica incolumità, non alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Di conseguenza, le accuse di omissione dolosa di cautele contro infortuni hanno portato all’assoluzione anche dell’ente RFI ai sensi del d.lgs. 231/2001 .

Reazioni contrastanti

RFI ha espresso “grande soddisfazione” per l’assoluzione, definendo la decisione del Tribunale una conferma dell’assenza di responsabilità nei confronti della società e dei vertici aziendali. Al tempo stesso, ha manifestato cordoglio per le tre vittime e solidarietà alle loro famiglie.

Da parte sua, Europa Verde ha commentato duramente la sentenza, accusando il sistema giudiziario di aver individuato un comodo “capro espiatorio”, nonostante emersero elementi che avrebbero evidenziato una presunta conoscenza del problema da parte dei manager già 11 mesi prima del disastro