Dopo l’incidente diplomatico con il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva portato alla convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi, il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato le tensioni dal palco di un convegno della Lega a Pinzolo, in Trentino. “Fate arrivare il vostro saluto a Macron che è un po’ permaloso”, ha detto il leader leghista, aggiungendo che, secondo gli ultimi dati, l’80% dei francesi non vedono l’ora che Macron lasci la presidenza.
Salvini ha poi ironizzato sul processo Open Arms utilizzando il dialetto milanese: “Potrei chiedere asilo politico in Francia, che tanto lì Macron me vol ben”. Le dichiarazioni non sembrano costituire un passo indietro, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha ancora preso ufficialmente posizione. Le opposizioni hanno chiesto chiarimenti immediati, senza ottenere risposta.
Fonti diplomatiche francesi hanno definito “inaccettabili” le parole di Salvini, ma il ministro dei Trasporti ha risposto definendo “spropositata” la reazione dell’Eliseo. “Non c’è stato nessun insulto – ha spiegato – rispondendo a una domanda di un giornalista sulla richiesta di Macron di inviare soldati europei. Ho semplicemente ribadito la posizione del governo italiano: no, mai. ‘Attaccati al tram’ è un detto milanese per dire che non ci penso neanche. Magari gliel’avranno tradotta male”.
