Iniziano oggi gli aviolanci italiani di aiuti umanitari su Gaza

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Parte oggi la missione “Solidarity Path Operation 2”, che prevede una serie di aviolanci di viveri e beni di prima necessità sulla Striscia di Gaza, operazione fortemente voluta e coordinata dal Ministero della Difesa italiano in collaborazione con il Comando Operativo Interforze (COVI) e le forze armate giordane .

Logistica e svolgimento dell’operazione

  • Circa 100 tonnellate di aiuti (generi alimentari e materiali essenziali) sono state caricate su pallet e trasportate con un volo civile fino ad Amman, in Giordania .
  • Da domani, i velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare effettueranno un aviolancio al giorno per circa una settimana, depositando i carichi sulle “safe zone” designate .
  • L’operazione era preceduta da un “advance party” interforze, responsabile della logistica sul terreno e del coordinamento con le autorità locali .

Il quadro dell’impegno italiano

Secondo il Ministro della Difesa Guido Crosetto, l’operazione si inserisce in un più ampio contributo della Difesa italiana verso la popolazione di Gaza. Tra le azioni precedenti si segnalano:

  • L’impiego della nave ospedale “Vulcano” della Marina Militare per fornire cure mediche;
  • Volontari sanitari dell’Aeronautica impegnati nel trasporto in Italia di bambini palestinesi feriti o malati;
  • L’iniziativa “Air-Bridge for Gaza”, che ha visto l’impiego di elicotteri dell’Esercito per la consegna diretta di medicinali alle aree più isolate.

Significato e contesto della missione

L’avvio degli aviolanci rappresenta un passo concreto dell’Italia per attenuare la drammatica crisi umanitaria nella Striscia, dove l’accesso agli aiuti via terra è spesso limitato. Tuttavia, l’efficacia di questi lanci è oggetto di dibattito. Commentatori criticano come tali operazioni, seppur utili, siano un simbolo di un fallimento più ampio nell’imporre aperture sostenibili dei corridoi umanitari