Una donna di 46 anni, originaria del Marocco, è stata brutalmente uccisa a coltellate nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 agosto, a pochi passi dalla sua abitazione nel centro storico. Nonostante fosse protetta dalla normativa del Codice Rosso, la tragedia si è consumata in vicolo Cibele, una traversa di via Nicola Parisi.
Il drammatico svolgimento dei fatti
La vittima, che viveva da sola, è stata scoperta da alcuni residenti richiamati dalle sue urla, intorno alle 1:30-2:00 del mattino. Dopo essere riuscita a chiamare le forze dell’ordine, l’intervento della polizia e del 118 è arrivato troppo tardi: la donna era già deceduta.
Storia, denunce e derive istituzionali
La vittima si era rivolta ad aprile al centro antiviolenza Telefono Donna, denunciando atti di violenza, minacce e pedinamenti da parte dell’ex compagno. Convinta a denunciare, lo fece effettivamente a maggio. Il 16 giugno è stata segnalata un’alta valutazione del rischio di femminicidio da parte del centro, che ha nuovamente richiesto misure protettive fino al 23 luglio, quando la donna ha riferito nuovi episodi di stalking. Tuttavia, fino a quella tragica notte, non erano ancora state emesse misure cautelari adeguate.
Caccia all’aggressore
L’ex compagno, anch’egli marocchino, è attualmente ricercato. Non avrebbe una dimora fissa, ed era già destinatario di un divieto di avvicinamento nei confronti della vittima, previsto dal Codice Rosso.
Il significato della normativa Codice Rosso
Il Codice Rosso (Legge 19 luglio 2019, n. 69) introduce procedure accelerate per la tutela delle vittime di violenza domestica o di genere: la denuncia viene trasmessa al pubblico ministero, che nel giro di tre giorni deve assumere informazioni dalla persona offesa. La legge ha inoltre inasprito le pene e introdotto strumenti come il divieto di avvicinamento e i dispositivi elettronici di controllo.
Una tragedia che mette in luce le mancate protezioni nonostante gli strumenti legislativi esistenti. Il caso riapre il dibattito sull’efficacia delle misure di tutela e della sinergia necessaria tra centri antiviolenza, forze dell’ordine e magistratura.
