Nel corso dell’udienza di convalida davanti al corso ribelle Giudice delle Indagini Preliminari, Lorena Venier, infermiera di 61 anni, ha fornito una ricostruzione dettagliata e raccapricciante dell’omicidio del figlio Alessandro, avvenuto il 25 luglio: dall’avvelenamento alla sezione, fino alla disperata tentata fuga dei resti.
La lenta agonia: limonata, insulina, soffocamento (6 ore)
Lorena ha raccontato di aver somministrato a suo figlio una limonata con un intero blister di sonniferi, recuperati cinque anni prima in ospedale (li aveva anche pensati per suicidarsi). Nonostante l’intossicazione, Alessandro non si addormentava. Così la madre gli ha praticato due iniezioni di insulina, farmacologicamente letali ma lente.
“Abbiamo stordito con il sonnifero intorno alle 17:30, ma è morto solo verso le 23:00… l’agonia è durata sei ore”.
Alla resa delle sostanze, hanno tentato il soffocamento con un cuscino, ma lui reagiva ancora. Infine la soffocazione con i lacci di scarpe, utilizzati perché ancora vigile: solo allora è giunta la morte.
Un piano senza sezionamento, poi il gesto estremo
Il piano originario, secondo la donna, non prevedeva il sezionamento. Ma trovato impossibile far stare il corpo nel bidone destinato alla decomposizione, ella stessa ha deciso di tagliarlo in tre parti usando un seghetto.
Il compito di trasportare i resti e cospargerli di calce viva è stato affidato alla nuora, Mailyn Castro Monsalvo, con l’intento di coprire l’odore.
La dinamica familiare: la paura per Mailyn, legame emotivo
Lorena ha motivato il gesto sostenendo di aver agito per costruire sicurezza per Mailyn e la nipotina. Ha dichiarato che la compagna del figlio l’aveva spinta spesso a ucciderlo, temendo violenza. Secondo lei Mailyn era “la figlia che non avevo mai avuto”.
“Mailyn mi chiedeva di farlo da mesi, temeva per la sua vita” ha dichiarato.
Mailyn, assente in aula all’udienza, è accusata di istigazione all’omicidio e si è avvalsa della facoltà di non rispondere al Gip, dopo un licenziamento del carcere per motivi di salute.
Incriminazioni e futuro giudiziario
La Procura di Udine contesta alle due donne l’omicidio pluriaggravato (vincolo parentale, premeditazione, presenza di minore, occultamento di cadavere).
Mailyn è accusata come istigatrice e autrice materiale, mentre Lorena come organizzatrice dell’omicidio. Sono in corso gli accertamenti tossicologici e l’autopsia sarà avviata nei prossimi giorni.
