È ancora avvolta nel mistero la morte di Simona Cinà, 20/21enne pallavolista di Capaci trovata senza vita nella piscina di una villa privata durante una festa di laurea. La famiglia denuncia molte incongruenze: dall’assenza di torta, alcolici e vestiti, fino alla rimozione dei video del party.
Festa sì, ma niente torta né alcool
Secondo parenti e amici, si trattava di una festa con open bar per circa ottanta giovani, eppure al loro arrivo non è stata trovata torta di laurea, superalcolici o birra, solo bottiglie d’acqua. Stranezza rilevante, visto che l’invito su WhatsApp prometteva festeggiamenti con brindisi e opzioni “in caso di ubriachezza” per chi potesse cadere in piscina.
Vestiti spariti, solo le scarpe
La giovane è stata ritrovata in piscina con indosso solo il costume: la maglietta verde, la gonna di jeans e altri indumenti risultano introvabili. La sorella gemella Roberta ha sottolineato che mancavano anche i vestiti, mentre i genitori riferiscono che erano stati lasciati solo sandali evidenziando l’assenza di abiti, come se fossero stati rimossi subito dopo il ritrovamento del corpo .
Video rimossi e blackout social
I fratelli riferiscono che i filmati della festa sono pochissimi e molti video relativi al party sono stati rimossi. Non esistono immagini del momento in cui Simona entra in piscina né della cerimonia o della torta. Un forte contrasto rispetto alla norma, considerando che un evento simile sarebbe stato generalmente documentato ampiamente sui social.
Nessuno si accorge del corpo: questioni irrisolte
La piscina era piccola e poco profonda, eppure nessuno dei presenti si sarebbe accorto per lungo tempo della presenza di un corpo in acqua. La famiglia insinua dubbi sulle tempistiche: Simona era vista viva alle 3:20, mentre la chiamata al 112 è arrivata alle 4:10, in un arco di 50 minuti dove è accaduta la tragedia ma senza testimoni chiari.
Ipotesi in corso: omicidio colposo o malore improvviso
La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, anche se per ora non risultano indagati. L’ipotesi privilegiata è quella di un malore o un incidente, ma gli inquirenti stanno valutando ogni possibilità, inclusa la somministrazione di sostanze all’insaputa della ragazza.
L’autopsia, affidata al medico legale del Policlinico di Palermo, sarà cruciale per stabilire le cause della morte (trauma da annegamento, crisi cardio-respiratoria, intossicazione)
