Basta bugie! il Pm: bottiglie di alcolici in villa. I ragazzi sentiti: Massima collaborazione

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Dopo giorni di polemiche e accertamenti, la Procura di Termini Imerese ha ribadito ciò che l’altra mattina era stato smentito dai parenti: nella villa dove è morta Simona Cinà, i magistrati hanno trovato bottiglie di alcolici, bicchieri e resti della torta di laurea vicino al bancone del bar. Una nota pubblicata in serata smonta una delle principali “incongruenze” denunciate dalla famiglia cinà .

La posizione ufficiale della Procura

I pubblici ministeri hanno sottolineato che fin dalle prime battute “tutti i ragazzi sentiti come persone informate sui fatti hanno avuto un comportamento collaborativo”. Una risposta chiara ai sospetti diffusi nei giorni scorsi, secondo cui qualcuno avrebbe “ripulito” l’area piscina prima dell’arrivo dei carabinieri. La villa, infatti, non è stata sequestrata: secondo la Procura non ci sono elementi che facciano ipotizzare alterazioni dei luoghi.

 Vestiti sequestrati, non spariti

Fra i punti su cui aleggiava più mistero – l’assenza dei vestiti di Simona – la Procura precisa che la minigonna jeans, la maglietta verde e il cellulare erano stati correttamente sequestrati dai carabinieri il giorno dopo i fatti. Di conseguenza, la tesi di indumenti “spariti” ha perso fondamento .

 Fra mollezze e silenzi

Tracce di alcol sono state effettivamente ritrovate nella zona del party, contrariamente a quanto riportato negli appelli social e nella nota diffusa dai legali della famiglia. Tuttavia restano sospetti: i genitori e i fratelli di Simona non si stupiscono che, nonostante la villa fosse gremita di persone, nessuno si sarebbe accorto per molto tempo della presenza del corpo nella piscina, né avrebbero segnalato tempestivamente la tragedia.

 Verso l’autopsia e gli accertamenti tossicologici

Il sostituto procuratore Raffaele Cammarano ha confermato che l’autopsia, rinviata al prossimo 7 agosto, servirà a escludere le cause “naturali” (come un malore) o verificare se fossero presenti sostanze esterne nel corpo. Il fascicolo resta aperto per omicidio colposo a carico di ignoti, ma le ipotesi del caso includono svariate possibilità: da un malore improvviso fino a una possibile somministrazione di sostanze del tutto involontaria da parte della vittima.



Con la precisazione ufficiale del Pm, alcune delle versioni diffuse nei giorni scorsi perdono peso: alcolici c’erano, non vi è testimonianze ostacolanti della collaborazione da parte dei presenti, e gli indumenti della ragazza sono stati sequestrati regolarmente. Tuttavia, persistono i nodi cruciali: il lungo tempo impiegato per avvisare i soccorsi, l’assenza di reazioni immediate da parte dei partecipanti e le modalità del decesso, ancora avvolte in un fitto mistero. L’autopsia e le analisi tossicologiche saranno determinanti per chiarire le cause della morte di Simona.