I Carabinieri della Compagnia di Taurianova, su indicazione della Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti, hanno eseguito questa mattina due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due pregiudicati di Rosarno. I due sono accusati di una serie di otto rapine, fra consumate e tentate, commesse negli uffici postali e nei negozi della Piana di Gioia Tauro e della Locride.
Tecniche operative e strumenti utilizzati
- I rapinatori, sempre mascherati e armati, utilizzavano pistole, taser e, in un caso documentato, anche un ordigno esplosivo rudimentale (impiegato durante un tentativo all’ufficio postale di Anoia, nel tardo 2024).
- Le azioni erano pianificate con precisione: i colpi venivano messi a segno all’orario di chiusura, garantendo così massima sorpresa e rapidità nel compimento, seguiti da fughe su auto rubate lasciate in moto nelle vicinanze.
Bottino e quadro giudiziario
- Il bottino stimato supera i 50.000 euro in totale, frutto delle rapine andate a segno e dei tentativi falliti.
- Grazie a intercettazioni video e alle riprese di una telecamera privata, i militari hanno ricostruito il piano criminale e identificato i due rapinatori; le prove hanno convinto il GIP di Palmi a emettere l’ordinanza restrittiva.
L’operazione sgomina una “coppia del terrore” che aveva seminato paura e insicurezza nei centri calabresi, mostrando metodica criminalità e crudeltà organizzativa. L’uso combinato di armi a energia, esplosivi e strategie fulminee nei colpi sottolinea la pericolosità del gruppo. Ora l’inchiesta prosegue: il processo dovrà verificare responsabilità e dinamiche, e potranno emergere nuovi dettagli sull’eventuale rete di complicità.
