di Umberto Zollo
Un grave episodio di violenza si è consumato nella mattinata del 15 luglio a bordo di un treno regionale fermo allo scalo ferroviario di San Giuliano Milanese. Un turista statunitense di 26 anni è stato aggredito da un gruppo di giovani con l’obiettivo di strappargli una collana d’oro. Durante l’attacco, l’uomo ha riportato ferite da arma da taglio alla gola e alla spalla, ed è stato trasportato d’urgenza prima all’ospedale di Vizzolo Predabissi, poi nel reparto di terapia intensiva a San Donato Milanese. Le sue condizioni sono serie, ma non è in pericolo di vita.
Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente, attivando un’indagine che ha coinvolto Polizia Ferroviaria, Carabinieri e Polizia Locale. Decisivo è stato l’utilizzo delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno permesso di identificare due presunti autori dell’aggressione. La vittima stessa ha riconosciuto i giovani in sede di individuazione fotografica.
Le ricerche sono proseguite fino a tarda notte, con controlli in vari capannoni tra San Giuliano Milanese e Melegnano, fino ad arrivare a Busto Arsizio, dove i sospettati erano stati segnalati alla stazione ferroviaria mentre salivano su un autobus urbano. Il giorno seguente, la svolta.
I due giovani, entrambi ventunenni e di presunta cittadinanza tunisina, sono stati bloccati presso la stazione ferroviaria di Busto Arsizio, grazie all’intervento coordinato della Polizia Ferroviaria di Gallarate e della Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale. Durante il fermo erano ancora in possesso del coltello a serramanico utilizzato nell’aggressione e della collana rubata.
Condotti al Commissariato di Busto Arsizio, sono stati identificati tramite rilievi dattiloscopici e posti in stato di fermo per rapina aggravata in concorso. L’Autorità Giudiziaria ha disposto il trasferimento presso la locale casa circondariale.
L’episodio riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nei mezzi di trasporto pubblici, soprattutto nelle stazioni meno presidiate. Le forze dell’ordine, grazie alla sinergia operativa tra diversi corpi e l’utilizzo della videosorveglianza, hanno potuto intervenire rapidamente e risalire ai presunti responsabili in meno di 24 ore. Resta alta l’attenzione, mentre proseguono le indagini per verificare eventuali collegamenti con episodi simili nella zona.
