Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha acceso il dibattito con le sue parole sulle periferie della capitale, definite di “una bruttezza inaudita” durante il suo intervento agli Stati Generali della Bellezza a Cava dei Tirreni, evento organizzato dall’ALI, Alleanza Locali Italiane. Gualtieri ha sottolineato la necessità di portare bellezza ovunque in città, auspicando la presenza di marciapiedi, parchi pubblici e spazi vivibili, non solo palazzoni anonimi. Le sue affermazioni hanno suscitato immediate reazioni politiche: il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso sorpresa e ha ricordato come molti interventi in città siano stati realizzati grazie a fondi governativi o al PNRR.
La risposta più dura è arrivata dai partiti di centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia e Forza Italia, che hanno puntato il dito sulla qualità dei servizi comunali. Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di FDI, ha criticato Gualtieri accusandolo di scarsa conoscenza delle problematiche delle periferie romane. Contrario a queste critiche è invece l’assessore capitolino alle periferie Pino Battaglia, che difende il lavoro della giunta e sottolinea l’impegno per migliorare le aree meno centrali della città.
La polemica sulle periferie di Roma riflette un tema centrale nella politica urbana, con particolare attenzione alla qualità della vita, agli spazi verdi e alle infrastrutture come marciapiedi e servizi essenziali. Le parole di Gualtieri, forti e dirette, rilanciano la necessità di una rigenerazione che non sia solo edilizia, ma soprattutto sociale e ambientale, per restituire dignità e bellezza anche alle zone più difficili della capitale.
