Continuano a moltiplicarsi le scene di guerriglia urbana nelle banlieue del centro e del sud della Francia, dove bande giovanili armate attaccano polizia e soccorritori sullo sfondo di una crescente guerra per il controllo del traffico di stupefacenti. Nelle ultime 48 ore si sono registrati due episodi gravissimi a Limoges e Béziers, con feriti e atti di violenza premeditata che fanno temere un’escalation incontrollata.
A Limoges, nella notte tra venerdì e sabato, circa cento individui incappucciati e armati con molotov, mazze da baseball e armi da fuoco hanno assaltato la polizia in un quartiere periferico. L’attacco, durato oltre tre ore, ha coinvolto diverse compagnie delle forze dell’ordine e ha causato il ferimento di nove agenti. Alcuni aggressori hanno colpito anche automobili in transito, alcune delle quali con bambini a bordo. Le autorità hanno aperto un’inchiesta per rivolta armata, violenza contro pubblico ufficiale ed estorsione aggravata in banda organizzata.
A poche ore di distanza, un nuovo attacco è stato registrato nella banlieue di Béziers, dove i pompieri sono stati chiamati con un falso allarme a intervenire per un incendio doloso in un appartamento abitato da una donna con tre figli. Gli aggressori, una cinquantina di persone, alcuni appostati sui tetti, avevano preparato un’imboscata. Un razzo lanciato da una finestra ha scatenato l’incendio che ha distrutto gran parte dell’abitazione e costretto all’evacuazione una decina di residenti. La polizia, intervenuta su richiesta dei vigili del fuoco, è finita anch’essa nel mirino. Un agente è rimasto gravemente ferito.
Secondo quanto riferito dal commissario Eric Agniel, le modalità degli assalti indicano un’organizzazione accurata e una crescente militarizzazione di alcune bande criminali. Le forze dell’ordine ritengono che l’epicentro del narcotraffico, storicamente concentrato a Marsiglia, si stia rapidamente spostando verso città di media grandezza come Limoges e Béziers, alimentando tensioni sociali e scontri con le istituzioni.
