Notte di soccorsi su tre fronti. Impegnati elicotteri, droni e unità di terra: le ricerche si sono concluse con il recupero di tutti i dispersi, ma non senza conseguenze
Tre interventi simultanei hanno impegnato per ore i Vigili del Fuoco tra monti e vallate del Nord Italia. Ritrovate quattro persone disperse, ma alcuni recuperi sono avvenuti senza esito positivo. Accertamenti in corso.


È stata una notte lunga e difficile per i Vigili del Fuoco, impegnati in tre interventi contemporanei tra Lombardia, Piemonte e Liguria per cercare quattro persone disperse in montagna.
Le segnalazioni sono arrivate a distanza di poche ore, tra sabato 20 e domenica 21 luglio. L’allerta è scattata prima sull’Appennino pavese, nel comune di Varzi, dove una donna di 80 anni ha perso l’orientamento durante un’escursione con la famiglia. Poco dopo, un padre e suo figlio, partiti da Milano, non hanno fatto rientro dopo un’uscita tra il Monte Bo e il Monte Mera, nelle province di Biella e Vercelli. Infine, in provincia di Cuneo, un giovane poco più che ventenne è scomparso nella valle del fiume Stura, nei pressi di Demonte.


Una macchina dei soccorsi imponente
Le operazioni di ricerca hanno coinvolto un vasto dispiegamento di forze. In campo: squadre di terra, elicotteri del Reparto Volo Lombardia, droni dei nuclei regionali di Lombardia e Liguria, oltre al supporto delle unità tecniche per la localizzazione.
Particolarmente delicato l’impiego di sistemi di triangolazione telefonica (IMS Catcher), utilizzati per rilevare la posizione delle persone scomparse attraverso i segnali dei cellulari. Le analisi sono state coordinate dalla Direzione regionale Lombardia, in stretto contatto con la sala operativa del Piemonte e il Centro operativo nazionale.
L’esito degli interventi
Tutti i dispersi sono stati ritrovati. I soccorritori sono riusciti a localizzarli e a raggiungerli grazie alla pianificazione e alla collaborazione tra le squadre. Tuttavia, non tutti sono stati salvati in tempo: si registrano purtroppo alcuni decessi.
Un epilogo amaro, che ricorda quanto possa essere fragile l’equilibrio in montagna, e quanto sia fondamentale affrontare le escursioni con consapevolezza, preparazione e rispetto per la natura.
