L’esercito israeliano (IDF) ha rinnovato oggi l’ordine di evacuazione “immediata” per i civili residenti in alcune zone di Gaza City e nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia, avvertendo che le forze militari stanno operando con “maggiore forza” in vista di un’espansione delle operazioni verso il centro urbano .
Cosa dice l’ordine
Secondo il portavoce in lingua araba, Col. Avichay Adraee, l’IDF ha invitato tutti i civili a dirigersi verso il distretto sud-occidentale di al‑Mawasi, definito zona “umanitaria sicura”, ma già teatro di bombardamenti da parte delle stesse truppe che avevano invitato la popolazione a spostarsi.
L’invito copre quartieri come East Zeitoun, Old City, al-Daraj, al-Tuffah, e nel campo di Jabalia — Jabalia al-Nazla, al-Rawdah, al-Nahda, tra gli altri. Il messaggio è chiaro: “stiamo operando con forza crescente per distruggere il nemico… il combattimento si sta estendendo verso il centro della città” .
Il contesto operativo
Questa evacuazione si inserisce nella continua campagna offensiva dell’IDF, lanciata a marzo nel nord di Gaza (nota come “May 2025 Gaza offensive”), con obiettivo il 75% del territorio . Da allora, più di 80% della Striscia è stata soggetta a ordini di evacuazione militare .
L’IDF giustifica le manovre come finalizzate alla separazione tra civili e miliziani di Hamas, ma le organizzazioni umanitarie denunciano che non vi sono vie sicure dove rifugiarsi e che migliaia di persone sono intrappolate . Il risultato è una popolazione sempre più confinata in zone sovraffollate, esposte a rischi continui.
Ripercussioni umanitarie
Secondo Anadolu Agency, almeno 16 aree nella parte settentrionale di Gaza sono state oggetto delle ultime allerte di massiccia evacuazione . Le infrastrutture sono collassate, gli ospedali non funzionano, e manca persino cibo e acqua, portando a una crisi umanitaria senza precedenti, con quasi 58.400 morti nei ranghi civili .
Dicotomia e contraddizioni
- Il governo israeliano dichiara che le evacuazioni sono “volontarie”, conformi al diritto internazionale, volte a proteggere i civili.
- Diverse testimonianze, però, riportano bombardamenti mirati sulle cosiddette “zone sicure” come al‑Mawasi, che ne contrastano la funzione protettiva .
- Il divario tra discorso ufficiale e realtà operativa appare incolmabile.
Verso il futuro
Le evacuazioni massicce continuano, e le operazioni si estendono verso ovest. A breve, le possibilità per i civili di trovare rifugio saranno sempre più limitate, mentre le pressioni internazionali aumentano. Con ogni ordine di evacuazione, però, cresce anche il rischio concreto che uomini, donne e bambini finiscano intrappolati e senza via di fuga.
