addio a Goffredo Fofi: il mondo della cultura italiana piange un intellettuale indipendente

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Goffredo Fofi, uno dei più influenti intellettuali italiani del secondo dopoguerra, è morto a Roma all’età di 88 anni. Saggista, giornalista, critico cinematografico e letterario, Fofi ha rappresentato per decenni una delle voci più autorevoli e fuori dagli schemi della cultura nazionale. Nato a Gubbio il 15 aprile 1937, ha trascorso una vita interamente dedicata alla riflessione culturale, politica e sociale, sempre dalla parte degli ultimi, dei marginalizzati e delle periferie dell’Italia reale.

La sua scomparsa segna la fine di un’epoca in cui la critica era impegno civile e non semplice esercizio accademico. Autore prolifico e fondatore di riviste fondamentali come Quaderni Piacentini, Ombre Rosse, Linea d’ombra e Lo Straniero, Fofi ha attraversato la storia recente del Paese con uno sguardo acuto e indipendente. Ha lavorato con Danilo Dolci nella Sicilia degli anni ’60, ha diretto iniziative editoriali e culturali sempre controcorrente, ed è stato punto di riferimento per intere generazioni di lettori, studenti e pensatori.

Celebre per le sue analisi anticonformiste, ha avuto un ruolo chiave nella riscoperta critica di Totò, con cui ha pubblicato, insieme a Franca Faldini, il volume Totò: l’uomo e la maschera. La sua capacità di intuire i valori profondi della cultura popolare, senza mai cedere alla banalità, gli ha permesso di valorizzare autori come Roberto Saviano, Stefano Benni e Alessandro Baricco ben prima che divenissero fenomeni editoriali.

Negli ultimi anni, pur segnato dall’età e da problemi di salute, aveva continuato a scrivere e pubblicare attraverso le Edizioni dell’Asino, un progetto editoriale indipendente che rappresenta il suo lascito intellettuale più recente. Ricoverato a Roma per una frattura al femore lo scorso giugno, è deceduto l’11 luglio all’Ospedale Cavalieri di Malta. La notizia ha suscitato profonda commozione in tutto il mondo culturale italiano, che lo ricorda come un combattente gentile, instancabile e appassionato.

Goffredo Fofi lascia un’eredità culturale vasta e stratificata, fatta di libri, articoli, progetti editoriali e soprattutto di uno stile critico inconfondibile, nutrito di rigore etico, attenzione al sociale e amore per la verità. La sua voce mancherà, ma continuerà a vivere nelle sue parole e nelle coscienze che ha formato.