Tim Merlier fulmina Milan a Dunkerque: sprint da urlo nella tappa del caos

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di Umberto Zollo

Quando il vento soffia forte e il gruppo è nervoso, non si vince per caso. Tim Merlier, con un colpo da vero sprinter, si è lasciato alle spalle il caos e ha conquistato con autorità la terza tappa del Tour de France 2025, da Valenciennes a Dunkerque. Lo ha fatto in rimonta, superando all’ultimo metro Jonathan Milan, dopo uno sprint lanciato a tutta velocità, reso ancor più difficile dal vento contrario e dalle scorie di una giornata ricca di colpi di scena.

Il finale è stato da brividi: serve il fotofinish per decretare il vincitore. Ma il verdetto è chiaro: Merlier (Soudal Quick-Step) alza le braccia al cielo, è la sua seconda vittoria alla Grande Boucle, a quattro anni di distanza dalla prima, curiosamente ancora in una terza tappa.

@A.S.O.

Terzo sul podio Phil Bauhaus (Bahrain Victorious), mentre Milan mastica amaro. Il campione italiano della Lidl-Trek sembrava lanciato verso il trionfo, ma ha dovuto piegarsi alla superiorità atletica del belga. Senza Simone Consonni, suo uomo di fiducia per le volate, Milan ha dovuto attendere troppo prima di partire e Merlier lo ha punito.

La tappa, 178,3 km in leggera discesa, doveva essere un’occasione per gli sprinter, ma si è trasformata in un teatro di cadute e tensione. La più pesante è quella di Jasper Philipsen, maglia verde e vincitore della prima tappa, coinvolto in un contatto sfortunato al traguardo volante di Isbergues con Bryan Coquard. Il belga dell’Alpecin-Deceuninck è finito rovinosamente sull’asfalto e ha dovuto ritirarsi, probabilmente con una frattura alla spalla.

Non è stato l’unico: a tre chilometri dall’arrivo, anche Remco Evenepoel e Jordi Meeus sono caduti, fortunatamente senza conseguenze per la generale grazie alla regola della neutralizzazione.

Nonostante il meteo incerto e il profumo di classiche del Nord — si sono attraversati Orchies, Templeuve e Mons-en-Pévèle, luoghi simbolo della Parigi-Roubaix — nessuno ha voluto rischiare con fughe da lontano. Jonas Rickaert e Matej Mohoric ci provano nei primi chilometri, ma vengono subito stoppati. Stessa sorte per Nils Politt e Tim Wellens, con il gruppo che li riassorbe rapidamente.

L’unico sussulto è quello di Tim Wellens (UAE Team Emirates-XRG), che si prende l’unico GPM di giornata a Mont Cassel, indossando la maglia a pois e togliendo l’onere delle premiazioni a Tadej Pogacar. Una scelta tattica precisa della UAE, per preservare energie.

In una giornata difficile da interpretare, chi mantiene il sangue freddo è Mathieu van der Poel. Il fuoriclasse olandese, già vincitore della tappa di Boulogne-sur-Mer, conserva la maglia gialla, tenendo a bada Pogacar (+4”) e Vingegaard (+6”). La sua squadra, la Alpecin-Deceuninck, nonostante il colpo durissimo del ritiro di Philipsen, riesce comunque a tenere compatto il gruppo e controllare la corsa.

“Sapevo che sarebbe stato difficile, ma ho dato tutto. Ho speso tante energie per restare nelle prime posizioni contro il vento. All’inizio ero sicuro di aver vinto, poi ho avuto un attimo di dubbio. Quando è arrivata la conferma è stata una liberazione. Sono venuto qui per vincere tappe, e oggi ho centrato il mio obiettivo”, ha dichiarato Tim Merlier, visibilmente emozionato.

Ordine d’arrivo della 3° tappa (Valenciennes > Dunkerque, 178,3 km)

  1. Tim Merlier (Soudal Quick-Step) – 4h16’55”
  2. Jonathan Milan (Lidl-Trek) – s.t.
  3. Phil Bauhaus (Bahrain Victorious) – s.t.
  4. Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) – s.t.
  5. Pavel Bittner (Team Picnic PostNL) – s.t.

Classifica generale dopo la 3° tappa

  1. Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck) – 12h55’37”
  2. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) – +4”
  3. Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) – +6”
  4. Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels) – +10”
  5. Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike) – +10”