Rientra in carcere con ovuli di droga nello stomaco, riarrestato

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Al rientro da un permesso premio ha tentato di introdurre nel carcere della Spezia una decina di ovuli di droga ingerendoli nello stomaco ma è stato scoperto dalla polizia penitenziaria che lo ha riarrestato con l’accusa di spaccio. A finire nei guai un detenuto 33enne che per circa un anno ha lavorato nella cucina della casa circondariale in qualità di cuoco. È l’episodio denunciato dai sindacati Uil-Pa Polizia Penitenziaria e Sappe. A seguito di un’operazione di intelligence la polizia penitenziaria ha ottenuto dall’autorità giudiziaria l’autorizzazione al trasferimento del detenuto in ospedale, dove gli accertamenti strumentali hanno dato esito positivo, dopo il ricovero il sospettato ha espulso dieci ovuli contenenti droga del tipo hashish, cocaina e subotex da spacciare nel carcere della Spezia. “È un fatto che nei nostri penitenziari sono attive vere e proprie piazze di spaccio che ovviamente rendono ai trafficanti molto di più che quelle fuori – commenta il segretario regionale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria Fabio Pagani -. Occorre punire con pene esemplare gli autori di questi reati, soprattutto se stanno usufruendo di benefici”. “Il risultato è stato ottenuto grazie al monitoraggio dei poliziotti che lavorano all’interno delle sezioni detentive del carcere della Spezia – evidenzia il segretario regionale del Sappe Vincenzo Tristaino – che sono riusciti a contrastare il fenomeno dell’introduzione di sostanza stupefacente da parte di un detenuto che fruiva di un permesso premio. Il numero elevato di detenuti tossicodipendenti richiama l’interesse degli spacciatori che tentano di trasformare la detenzione in business”.