di Umberto Zollo
Un nuovo e inquietante capitolo si apre nel panorama dell’assistenza ai soggetti fragili. Otto operatori, tra cui sette operatori socio-sanitari e uno psicoterapeuta, sono stati arrestati questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Torino, in collaborazione con i militari dei NAS di Alessandria e dei Comandi Provinciali di Torino e Cuneo. Gli arresti sono stati eseguiti su ordine della Procura della Repubblica di Torino, al termine di una lunga e complessa attività investigativa.
I destinatari delle misure cautelari sono ritenuti responsabili di gravi maltrattamenti, fisici, verbali e psicologici nei confronti di persone con disabilità intellettive e cognitive, ospiti di una comunità residenziale situata nel Pinerolese, gestita da una cooperativa attiva in diverse strutture tra Piemonte e Lombardia.
Ma l’accusa più sconvolgente riguarda uno degli arrestati, per il quale sono stati raccolti gravi indizi di violenza sessuale. Secondo gli investigatori, avrebbe palpeggiato ripetutamente le parti intime di un ospite disabile, approfittando della propria posizione di operatore all’interno della struttura.
L’operazione odierna rappresenta una seconda tranche dell’inchiesta avviata lo scorso 17 aprile, quando tre operatori erano già stati arrestati in flagranza differita. Le nuove misure cautelari sono accompagnate da sei perquisizioni domiciliari a carico degli indagati.
Il quadro emerso dalle indagini è scioccante: insulti quotidiani, strattoni, schiaffi, percosse, ma anche atteggiamenti umilianti, minacciosi e derisori che hanno trasformato quella che doveva essere una comunità protetta in un contesto di sistematico abuso e violenza.
Tutti gli arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari.
L’intera vicenda riaccende con forza il dibattito sull’urgenza di potenziare i controlli e di garantire una sorveglianza costante nelle strutture che ospitano persone vulnerabili, spesso impossibilitate a denunciare le violenze subite.
Il procedimento si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari e, come stabilito dalla legge, nei confronti degli indagati vige il principio di presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.
