Maltrattamenti in asilo ad Asti: Abusi fisici e psicologici sui bambini

di Umberto Zollo

Un clima di paura, umiliazione e angherie: è questa la drammatica realtà emersa all’interno dell’asilo paritario “L’Albero dei Ragazzi”, situato nel cuore della provincia astigiana. Due educatrici della struttura sono state raggiunte da un provvedimento di interdizione temporanea dall’attività di insegnamento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Asti, su richiesta della Procura della Repubblica. L’accusa è pesante: maltrattamenti in concorso nei confronti di minori (artt. 81 e 572 del Codice Penale).

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Asti, hanno portato alla luce una situazione inquietante. Attraverso telecamere nascoste, installate nei locali dell’asilo su disposizione della magistratura, è stato documentato un contesto educativo profondamente alterato. I video mostrano bambini strattonati, insultati, isolati per futili motivi e costretti a vivere in un ambiente tutt’altro che sereno o stimolante.

In particolare, alcune registrazioni mostrano piccoli costretti a rimanere seduti a terra, da soli, in angoli della stanza, mentre altri vengono bloccati con gesti bruschi per evitare che si alzino dal tavolo durante i pasti. L’aspetto più raccapricciante, tuttavia, riguarda le umiliazioni verbali, spesso accompagnate da epiteti razzisti: un bambino di origine albanese è stato apostrofato con termini offensivi, mentre un altro, di colore, sarebbe stato ripetutamente chiamato “zulu”.

In un ambiente dove dovrebbe regnare la gioia infantile, i piccoli vivevano invece immersi in un clima di costante tensione e paura. Il diritto al gioco, fondamentale per lo sviluppo di ogni bambino, veniva sistematicamente negato, soffocato da urla continue, insulti e punizioni arbitrarie.

Ma gli abusi non si limitavano alla sfera emotiva. Le indagini hanno fatto emergere comportamenti gravemente discutibili anche sul piano igienico-sanitario: una bambina è stata costretta a mangiare un alimento recuperato dalla spazzatura; una delle maestre è stata vista frugare negli zaini dei piccoli per assaggiare il cibo preparato dalle famiglie, utilizzando a volte le stesse posate dei bambini.

Una condotta inaccettabile, che ha richiesto un intervento immediato da parte dell’autorità giudiziaria. A tutela delle giovani vittime, è stata disposta la sospensione dalle funzioni educative per le due insegnanti coinvolte.