Gaza: almeno 75 morti negli ultimi attacchi israeliani, evacuazioni di massa a Jabalia e Rafah​

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Nelle ultime 24 ore, almeno 75 persone sono state uccise in una serie di attacchi aerei condotti dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nella Striscia di Gaza. Secondo fonti mediche palestinesi, i raid hanno colpito diverse aree densamente popolate, tra cui Jabalia, Rafah, al-Mawasi e al-Qarara, provocando gravi perdite civili.​

Attacchi aerei e vittime civili

Tra gli episodi più gravi, un attacco aereo ha distrutto un’abitazione a Jabalia, causando la morte di dieci persone. Ulteriori bombardamenti hanno interessato le città meridionali di Rafah e Khan Yunis, nonché l’area di al-Mawasi, designata precedentemente come zona sicura per gli sfollati. Secondo quanto riportato da Sky News Arabia, le vittime includono donne e bambini, aggravando ulteriormente la già critica situazione umanitaria nella regione.​

Ordini di evacuazione e zone di combattimento

In risposta all’escalation, l’IDF ha emesso nuovi ordini di evacuazione per i residenti di Jabalia, Atatra, Shujaiya, Daraj e Zeitoun, invitandoli a dirigersi verso ovest. L’esercito ha dichiarato che queste aree saranno considerate “zone di combattimento pericolose”, anticipando un’intensificazione delle operazioni militari. Le evacuazioni di massa stanno mettendo a dura prova le già limitate risorse umanitarie disponibili per gli sfollati.​

Reazioni internazionali e crisi umanitaria

L’intensificarsi delle operazioni militari ha suscitato preoccupazione a livello internazionale. Organizzazioni umanitarie hanno denunciato l’aggravarsi della crisi, con migliaia di civili costretti a lasciare le proprie abitazioni e a vivere in condizioni precarie. Le Nazioni Unite e altre entità internazionali hanno lanciato appelli per un cessate il fuoco immediato e per l’accesso sicuro agli aiuti umanitari.​

La situazione nella Striscia di Gaza continua a deteriorarsi, con un aumento delle vittime civili e delle evacuazioni forzate.La comunità internazionale è chiamata a intervenire per fermare l’escalation e garantire la protezione dei civili, nonché l’accesso agli aiuti umanitari essenziali.​