Continua a salire il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza, dove il conflitto tra Israele e Hamas si è ulteriormente inasprito nelle ultime 24 ore. Secondo quanto riportato dall’emittente qatariota Al Jazeera, almeno 115 persone sono morte negli ultimi bombardamenti e operazioni militari dell’IDF (Israel Defense Forces).
L’IDF avanza nella Striscia centrale: scontri e devastazione
Nelle ultime ore, i mezzi blindati dell’IDF hanno intensificato la loro presenza nella parte centrale della Striscia di Gaza, in particolare tra Deir al-Balah e Nuseirat, due aree densamente popolate e già duramente colpite nei giorni precedenti.
L’offensiva terrestre si è accompagnata a bombardamenti mirati su presunte infrastrutture di Hamas, ma a farne le spese – come spesso accade – sono stati anche numerosi civili. Fonti locali parlano di interi edifici rasi al suolo e famiglie intrappolate sotto le macerie, mentre le ambulanze e i soccorritori faticano a raggiungere le aree colpite a causa della distruzione delle strade.
Bilancio tragico e crisi umanitaria sempre più grave
Secondo Al Jazeera, i 115 morti si aggiungono a un bilancio già drammatico che supera ormai i 36.000 decessidall’inizio del conflitto. La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è al limite: ospedali al collasso, scorte di medicinali esaurite e accesso all’acqua potabile gravemente compromesso.
Le organizzazioni umanitarie internazionali, incluse ONU, Croce Rossa e Medici Senza Frontiere, continuano a lanciare appelli per un cessate il fuoco immediato e per l’apertura di corridoi umanitari sicuri.
Reazioni internazionali e tensioni diplomatiche
Mentre prosegue l’offensiva israeliana, cresce la pressione internazionale. Alcuni Paesi, tra cui Francia, Spagna e Sudafrica, hanno chiesto spiegazioni formali a Tel Aviv, esprimendo preoccupazione per il numero crescente di vittime civili. Anche il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha parlato di “crisi morale” e ha invocato “una soluzione politica immediata”.
Israele, da parte sua, continua a giustificare le operazioni come “necessarie per smantellare la rete terroristica di Hamas” e a sottolineare come l’organizzazione islamista usi i civili come scudi umani.
